Classico, la trattoria di Milano che non è trappola per turisti
In Via Marcona risotto Baldo, costoletta non battuta e un secondo indirizzo in corso Como: la cucina dei fratelli Murray.
di Elena Marchetti · 16 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Via Marcona, a pochi passi da Piazza Cinque Giornate. Fuori i motorini sfrecciano e i tram sfrigolano sulle rotaie. Dentro, Classico Trattoria & Cocktail è un invito a rallentare, e lo dice già l'insegna, che gioca sull'ossimoro tra cucina tradizionale e lounge bar.
La giornata comincia presto: croissant fragranti, pancake soffici, proposte salate. A pranzo il ritmo si adegua a quello della città, veloce e leggero durante la settimana, lento e sostanzioso nel weekend. La sera si allunga: un calice di vino o un cocktail, con una drink list realizzata in collaborazione con Campari, accanto ai piatti della tradizione meneghina.
Il restyling di Nap Atelier e la veranda
Gli interni sono firmati Nap Atelier, studio di interior design che ha trasformato il locale in uno spazio moderno e accogliente senza cancellare il retaggio Liberty del palazzo. Carte da parati dalle geometrie precise rivestono le pareti, velluti e tessuti ricercati restituiscono un'atmosfera ovattata. La veranda esterna, in mezzo al traffico cittadino, si presenta come un'oasi verde.
Quest'anno Classico raddoppia. Il secondo indirizzo è al civico 15 di corso Como, nel cuore della movida milanese. Anche qui gli interni portano la firma di Nap Atelier: ambiente intimo e versatile, un camino attivo nei mesi invernali, ampie vetrate che si aprono d'estate. A guidare i due locali sono i fratelli Murray, Lorenzo ai fornelli e Orlando in sala. Dall'apertura, nel 2019, non si sono lasciati abbagliare dalle luci della metropoli, preferendo proseguire sulla strada della continuità e dell'accoglienza familiare.
Quanto costa il menu di Classico
Il menu corre su due binari. Da una parte i grandi classici lombardi: mondeghili di bollito e salsa allo zafferano a 16 euro, riso giallo al salto a 16 euro, costoletta di vitello non battuta a 30 euro. Dall'altra le suggestioni mediterranee: spaghettone quadrato all'aragostella con aglio, olio e peperoncino a 25 euro, tonno rosso con verdure in agrodolce a 25 euro, caprese di cioccolato con mandorle e mascarpone a 8 euro.
Alla carta si affiancano tre menu degustazione: cinque portate a mano libera a 70 euro, sette portate sempre a mano libera a 90 euro, e il menu dedicato all'heritage meneghino Ieri, oggi e domani a 65 euro. I prezzi sono stati verificati in loco durante la cena stampa del 12 ottobre 2026. C'è poi una ricca carta di vini, con etichette di pregio e piccole realtà di nicchia selezionate con cura.
Come si mangia: dall'uovo a 62 gradi al risotto Baldo
Si parte con un piccolo canapè: crostino di pane con burro al lampone e alici. Poi il pane fatto in casa, da intingere nell'olio calabrese, delicato e fruttato. Gli antipasti puntano su freschezza e leggibilità, senza acrobazie. L'uovo cotto a bassa temperatura, 62°C per tre ore, arriva con cremoso di zucchine, parmigiano in cialda e tartufo estivo, a 15 euro: consistenza setosa, rosso intenso che affiora sullo sfondo verde del vegetale, la cialda dello stagionato che aggiunge una nota friabile e l'olio al tartufo che completa senza appesantire. Una composizione che prolunga l'estate, in attesa di cedere il passo alla versione autunnale con i funghi.
Lo spiedone di mare, 18 euro, conquista per essenzialità dei sapori. Tonno, salmone e gamberone alla piastra si alternano su un letto di lattuga croccante e mais abbrustolito, con pennellate di senape, salsa chimichurri e aioli ad ampliare la complessità gustativa. I primi costruiscono un ponte virtuale tra Nord e Sud. Lo spaghettone quadrato di Gragnano con aragostella, bisque, aglio, olio e peperoncino (25 euro) evoca i colori della Costiera: la dolcezza della polpa del crostaceo si lega al sugo rosso, vivacizzato da una piacevole nota piccante.
Il risotto Baldo con pistilli, jus, liquirizia e midollo arrostito (22 euro) parla dialetto milanese nella sua versione più autentica. Cremoso al punto giusto e rassicurante, è forse la scelta più prevedibile per chi viene a Milano, e insieme la più azzeccata. Lo zafferano regala colore e profumo, il midollo servito nel suo scrigno conferisce al piatto una nota grassa e fondente, la liquirizia introduce una sfumatura amaricante.
La costoletta di vitello, 30 euro, è alta e non battuta, tenera nonostante lo spessore. La panatura al panko, il pangrattato giapponese ottenuto da pane bianco senza crosta, acquista voce grazie a fiocchi più grandi e leggeri rispetto al pangrattato tradizionale. La cottura nel burro chiarificato alleggerisce la carne e ne sigilla il gusto, mentre l'aggiunta di burro di cacao è la firma personalissima dello chef. Accanto arriva un trittico di salse: maionese allo zafferano, senape al miele e cremoso al pecorino. Invito a usare le mani, mettendo da parte le buone maniere.
In chiusura il tiramisù diversamente classico (8 euro), preparato al momento, che sostituisce i savoiardi con biscotti digestive, leggermente salati e più ricchi di burro, contrappunto alla crema senza uova. La crostata di albicocche e noci con gelato (8 euro) chiude la cena con un tono gentile e pacato. L'indirizzo è Via Marcona 6, 20129 Milano, telefono 0249449135: resta da capire se il nuovo corso Como cambierà qualcosa nella cucina di Lorenzo Murray.
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
Newsletter
Il meglio di food, wine e travel ogni lunedì
Ricevi gli ultimi 10 articoli selezionati dalla redazione, una volta a settimana.



