Dopo l'Ozempic: la sfida del mantenimento e le pillole in arrivo

L'industria alimentare corre ai ripari mentre i tassi di abbandono dei farmaci restano altissimi.

di Redazione Chiavi del Gusto · 3 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Confronto visivo tra penna iniettabile GLP-1 e pillole orali quotidiane con alimenti sani sullo sfondo.

La rapidità con cui i farmaci GLP-1 stanno riscrivendo il rapporto delle persone con il cibo non smette di stupire. Il cosiddetto rumore del cibo, quel flusso costante di pensieri sull'alimentazione, si abbassa. Il controllo sulle abitudini aumenta. Ma c'è un rovescio della medaglia: i tassi di abbandono in un anno oscillano tra il 36 e il 65 per cento. Percentuali che salgono ancora tra chi non ha il diabete. Quando la somministrazione finisce, il rumore torna. E con lui, spesso, i chili persi.

L'efficacia del farmaco rischia di restare una soluzione temporanea. Di fronte a questa dinamica, l'industria alimentare si muove per intercettare chi vuole mantenere la forma raggiunta senza dipendere a vita dalle iniezioni. Caroline Young, responsabile degli approfondimenti presso l'Institute of Grocery Distribution, lo mette nero su bianco: il mantenimento sarà sempre l'obiettivo a lungo termine. Mentre i GLP-1 risolvono l'immediato, a lungo termine l'industria deve rendere più facile tenere il peso per gli utenti post-GLP-1.

Nestlé e Robard: le prime mosse sull'uscita dai farmaci

Alcuni colossi sono già in prima linea. Nestlé ha sviluppato combinazioni brevettate di ingredienti capaci di sopprimere l'appetito, pensate proprio per chi interrompe la terapia. L'azienda statunitense Robard Corporation ha lanciato Biocare2, una bevanda con lo stesso obiettivo. Nonostante l'alto tasso di abbandono, gli esperti ritengono improbabile che le difficoltà nel mantenere il peso possano danneggiare il successo complessivo dei GLP-1.

Verso la terapia cronica: il peso del rimbalzo

James Watson, partner e responsabile della produzione per le PMI del settore food & beverage presso Argon & Co, prevede un mercato più segmentato, non un calo. L'avvicendamento sarà fisiologico. Il timore di riprendere peso spinge molti a non smettere più. Il recupero del peso, osserva Watson, è l'argomento clinico più forte a favore della prosecuzione a tempo indeterminato. L'inquadramento sta spostandosi da ciclo di cura a terapia cronica.

La svolta delle pillole: niente aghi, ma effetti collaterali

Un ruolo decisivo potrebbe arrivare dai GLP-1 in formato orale. Michel Savini, associate partner per le PMI delle scienze della vita sempre in Argon & Co, elenca i vantaggi pratici: niente aghi, nessuno smaltimento di oggetti taglienti, nessuna catena del freddo, prezzo d'ingresso più basso. Le iniezioni vengono percepite come un trattamento a termine. Una pillola giornaliera si integra nelle abitudini di chi è già abituato a terapie continuative.

Attenzione, però. Le pillole non risolvono tutto. Savini avverte: gli effetti collaterali gastrointestinali possono essere maggiori con i farmaci orali. Rappresentano la seconda causa principale di interruzione. Un ostacolo non da poco per l'aderenza a lungo termine.

Conquistare chi riduce numero e quantità dei pasti sembrava l'ultima frontiera. L'orizzonte si è già spostato più in là. I grandi player devono agire su due fronti: prodotti specifici per chi assume i farmaci, un pubblico che le formulazioni orali renderanno più ampio e potenzialmente permanente, e prodotti per chi vuole mantenere la forma acquisita. I reparti R&D delle multinazionali sono al lavoro. La rivoluzione è appena iniziata e non accenna a rallentare.

Spunto di cronaca: Dissapore

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