Forum Open Air 2026: campeggi e villaggi oltre 74 milioni di presenze

A Roma, all'Auditorium del Massimo all'Eur, due giornate di lavori per la filiera del turismo all'aria aperta: sul tavolo norme, investimenti, digitale e accessibilità.

di Marco De Luca · 28 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Veduta aerea di un villaggio turistico sulla costa italiana al tramonto, con le mobile home tra i pini marittimi e la piscina

Roma, Auditorium del Massimo all'Eur. Il Forum Open Air 2026 si è aperto ieri, 26 ottobre. Due giornate con operatori, imprese e rappresentanti della filiera di campeggi e villaggi turistici allo stesso tavolo. Lo organizzano Faita Federcamping con Crippaconcept. Al centro, le trasformazioni che stanno cambiando il turismo all'aria aperta.

La prima giornata è andata sui nodi normativi: semplificazione catastale, prevenzione degli incendi. Poi innovazione digitale, intelligenza artificiale e strumenti che sostengono gli investimenti. Temi tecnici, all'apparenza lontani da una vacanza. Ma la partita passa da qui.

Il comparto vale 74 milioni di presenze

I numeri dicono quanto pesa il settore. In Italia ci sono circa 2.600 strutture all'aria aperta tra campeggi e villaggi turistici, con oltre 1,3 milioni di posti letto al giorno. Nel 2025 le presenze hanno toccato i 74 milioni, contando anche la stima degli ospiti stanziali, che non entrano nel conteggio Istat. Per Faita l'open air è la seconda modalità ricettiva italiana dopo gli alberghi e uno dei segmenti più dinamici del mercato turistico.

La crescita non si ferma. HBenchmark e il Centro Studi Faita stimano per il 2026 un aumento medio delle presenze tra l'1% e il 2% sul 2025. Aiuta il meteo favorevole, che allunga la stagione: alcune strutture sulla costa arrivano ad aprire fino a novembre. E durante l'anno hanno inaugurato nuovi campeggi e villaggi anche fuori dalle solite destinazioni balneari, vicino a centri storici e località termali.

«Sono necessarie politiche pubbliche che riconoscano le specificità dell'open air favorendo la riqualificazione delle strutture, com'è avvenuto nei recenti interventi del Governo per la semplificazione paesaggistica», ha dichiarato Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping. Per Granzotto va accompagnata anche l'evoluzione del campeggio tradizionale: «Va in questo senso il bando GreenTour che, sostenendo interventi di efficientamento energetico e innovazione, contribuisce a migliorare sostenibilità, la qualità dell'accoglienza e competitività delle imprese».

Germania primo mercato, italiani al 28,6%

Sulla domanda internazionale la Germania resta il primo mercato di provenienza. Secondo i dati HBenchmark elaborati per Faita, i tedeschi sono il 43,3% degli ospiti. Seguono gli italiani, al 28,6%. Più staccati i Paesi Bassi, al 6,7%, e l'Austria, al 5,3%. I mercati esteri pesano ancora molto, soprattutto nelle destinazioni costiere e nelle aree più vocate al turismo all'aria aperta.

Buona parte del Forum è dedicata agli investimenti che stanno trasformando l'offerta. Le imprese del comparto lavorano su servizi, accessibilità, digitalizzazione e intelligenza artificiale, soprattutto negli ambiti statistici e gestionali. Sul fronte ambientale crescono gli interventi per il risparmio energetico, il controllo delle emissioni, la gestione del verde e l'uso di mobile home certificate secondo gli standard europei, costruite anche con materiali riciclati e riciclabili.

La sostenibilità pesa anche quando si chiede un credito. Alcune banche hanno introdotto condizioni agevolate per le imprese che investono in progetti coerenti con i criteri ESG.

Accessibilità, un potenziale da 27 miliardi

Nella prima giornata si è parlato anche di accessibilità, sempre più una leva competitiva per le imprese turistiche. A sottolinearne le potenzialità è stato Roberto Vitali di Village For All, network che valuta e certifica l'accessibilità di campeggi, villaggi e destinazioni. «Il potenziale annuo del turismo accessibile in Italia è di circa 27 miliardi di euro, a fronte di circa 1,3 miliardi realizzati», ha spiegato. «L'accessibilità è un vantaggio competitivo da pianificare».

Il tema si lega all'evoluzione demografica. Con più anziani cambia la composizione della domanda turistica, e diventano centrali servizi, strutture e soluzioni capaci di rispondere a una platea più ampia di viaggiatori. Quanto di quel potenziale da 27 miliardi diventerà presenze reali, nei prossimi anni, dipenderà anche da scelte come quelle discusse in queste due giornate romane.

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