OFFissima a Torino: piatti pop art ispirati a Warhol
All'ottava edizione la manifestazione torinese porta la pop art nei menu di ristoranti, pizzerie, pasticcerie e gelaterie.
di Giulia Ferrero · 27 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Una lattina di zuppa, un ritratto di David Bowie, una Venere che finisce sulla pizza. A Torino la pop art si mangia. Succede durante la settimana dell'arte contemporanea che anima il capoluogo piemontese, con OFFissima. La manifestazione è arrivata all'ottava edizione. È nata come Salone OFF Food Topic, cambia nome e identità, ma conserva l'idea di fondo. Ristoranti, pizzerie, pasticcerie e gelaterie ricevono un invito: uscire dai propri schemi e tradurre un'opera d'arte in qualcosa da mangiare. L'artista omaggiato è Andy Warhol, quello che ha trasformato una lattina di zuppa in un'opera. Forse è il più facile da accostare al cibo, e per questo anche il più scivoloso.
La panissa di Christian Costardi dentro una lattina
I fratelli Costardi giocano in casa. Da sempre impiattano il loro risotto in una lattina ispirata alla pop art, disegnata all'inizio da Bob Noto. Christian Costardi, da Scat_to, parte dall'immaginario delle lattine di Warhol per recuperare una ricetta legata alla storia della sua famiglia, la panissa. L'omaggio non si ferma al contenitore. Nel piatto il fagiolo di Saluggia diventa una crema con cui cuocere le midolline, completate da lardo fresco e bacon croccante. Un richiamo alla Campbell's Condensed Soup Bean and Bacon.
Corn flakes, Bowie e dodici ore di cottura
Cou Cou omaggia l'amore di Warhol per il latte con i cereali, il suo pasto preferito. Lo chef Luca Poccantino trasforma i corn flakes in una panatura per il petto di pollo marinato nel latte e fritto. Lo serve con maionesi e creme dai colori vivaci: aglio orsino, paprika, peperone e barbabietola. Un'idea ironica e pop, e soprattutto buona.
Al Kadeh Meze Wine Bar si parte dalla passione di Warhol per i ritratti dei personaggi famosi del suo tempo, e si arriva a David Bowie. Da qui un lingotto di coda di bue cotta per dodici ore, accompagnata da pak-choi bruciato, crema di barbabietola, ketchup di pomodori arrostiti e crema di peperoni gialli. Il piatto gioca con i colori del ritratto e con l'idea di un personaggio che ha fatto della trasformazione della propria immagine una forma d'arte.
La Venere in pizza, i cavoli di Razzo, il gelato di Papalele
Spunzillo&Lucariello porta in tavola una pizza ispirata alla Venere di Botticelli, nella versione di Andy, quindi in ambito pop. Salsa e pomodorini gialli, fiordilatte, robiola di capra, salmone affumicato norvegese selvaggio Sockeye, calendula e caviale di limone. Il mix vuole richiamare il camouflage cromatico dei ritratti warholiani.
Razzo usa la stessa logica e costruisce il piatto sui cavoli: nero, viola e cavolfiore, con crema di pane e aringa, polveri vegetali, sfere di aringa e timo fresco.
Papalele, che sta sul podio della classifica delle 100 migliori gelaterie d'Italia, firma Viva Las Vegas: arachidi e banana, arricchite da arachidi caramellate alla paprika e caramello salato. Il riferimento è il sandwich di Elvis Presley, altra icona pop ritratta da Warhol.
I piatti di OFFissima li abbiamo assaggiati in anteprima, e qualcuno vale la pena di provarlo. Resta il tema di fondo, il rapporto tra cibo e arte. Esiste da sempre, da quando l'uomo primitivo disegnava sulle caverne i bufali che cacciava per cibarsi. Non sempre l'accostamento riesce bene. Quando diventa pretestuoso e forzato, infastidisce. Si può paragonare uno spaghetto alle vongole alla Gioconda? Forse no, e servirebbe più cautela negli accostamenti.
Spunto di cronaca: Dissapore
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