Granchio blu in pizza: Berberè e Chiara Pavan firmano l'autunno
Dal 13 ottobre Berberè lancia in limited edition la pizza al granchio blu firmata da Chiara Pavan, una stella Michelin al Venissa con Francesco Brutto.
di Giulia Ferrero · 28 settembre 2026 · 3 min di lettura

Il granchio blu finisce su una pizza. Non in un piatto di alta cucina, non in un ragù di mare: su una pizza in limited edition per l'autunno. A firmarla è Berberè, l'insegna di pizzerie fondata a Bologna nel 2010 dai fratelli Matteo e Salvatore Aloe. Dal 13 ottobre la nuova pizza arriva in menu.
La pizza al granchio blu di Berberè
La ricetta nasce in collaborazione con Chiara Pavan, una stella Michelin insieme a Francesco Brutto al Venissa. Gli ingredienti: granchio blu, vodka sauce, mozzarella di latte di bufala, olio al levistico, erba cipollina e prezzemolo. Niente di complicato, a leggere la lista.
"Sono partita dal granchio blu, perché è un ingrediente che racconta molto bene il mio modo di fare cucina: partire da ciò che sta succedendo nell'ambiente e provare a trasformarlo in qualcosa di buono, desiderabile, contemporaneo", spiega Pavan. "Da lì ho immaginato una pizza molto semplice e leggibile, in cui il granchio fosse protagonista. Insieme al team di Berberè abbiamo poi lavorato per trovare il giusto equilibrio tra la mia visione, la golosità e la necessità di avere un prodotto replicabile in tutti le loro pizzerie".
Chiara Pavan, dal Venissa a Masterchef
Pavan non è nuova al tema. È stata tra le voci che hanno portato il granchio blu — come risorsa culinaria e come problema — perfino in un programma nazionalpopolare come Masterchef. Una stella Michelin al Venissa con Francesco Brutto, ha fatto del granchio blu un caso da cucina e da dibattito.
Prima di lei, però, l'idea di mettere il granchio blu sulla pizza era stata di Gino Sorbillo, che aveva cavalcato l'onda della moda di realizzare qualsiasi cosa con la specie tanto chiacchierata.
Un problema che va oltre il Delta del Po
Il contesto è quello che conosciamo: l'invasione del granchio blu, la minaccia agli allevamenti del Delta del Po, la proposta di mangiarlo per contenerlo. Una soluzione grossolana, forse. Ma che ha il senso di lavorare con le risorse che la natura mette a disposizione, anche quando quella natura l'abbiamo modificata in maniera scriteriata.
Chi ha assaggiato il granchio blu — e ormai siamo in tanti — sostiene che non sia male. Non ha però così tanta polpa da regalare. Mangiarlo non salverà il mondo, e nemmeno metterlo su una pizza limited edition lo farà.
Se però l'obiettivo è tenere alta l'attenzione su un problema che va perfino oltre la devastazione dell'economia del Delta del Po, allora viva la pizza al granchio blu. Il tema, evidentemente, non ha ancora finito di far parlare la gente. O forse sì. Ma tanto vale provare.
Spunto di cronaca: Dissapore
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