Horto Milano, Niederkofler verso l'addio: spunta Colagreco
Voci insistenti sul ristorante di piazza Cordusio: lo chef altoatesino sarebbe pronto a lasciare. Per la successione circola il nome di Mauro Colagreco.
di Giulia Ferrero · 10 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Piazza Cordusio, ultimo piano. Horto apre qui nel 2022, ristorante gastronomico con una terrazza vista Duomo. Oggi su quel progetto circolano voci piuttosto insistenti: Norbert Niederkofler sarebbe pronto a dare a breve l'addio alla sua stella Michelin milanese.
Al momento non arrivano conferme. Le nostre fonti però dicono che la notizia è certa. Noi la riportiamo con il beneficio del dubbio. Il ristorante milanese, tutto basato sulla sostenibilità, sarebbe pronto a un cambiamento importante: via lo chef che ha portato la cucina di montagna a livelli altissimi, al suo posto un nome di peso. Prima di arrivare a quel nome, ripercorriamo la storia del progetto.
The Medelan, dal Credito Italiano a piazza Cordusio
Horto nasce dentro The Medelan, il progetto di riqualificazione che comprende uffici, spazi commerciali e ristoranti. Il complesso è ricavato dagli edifici storici che ospitavano il quartier generale del Credito Italiano e i Magazzini Contratti. Il ristorante occupa l'ultimo piano.
Il progetto è frutto della collaborazione tra Horto S.r.l. e Mo-Food, la società dello chef altoatesino Norbert Niederkofler e del suo socio Paolo Ferretti. Mo-Food si occupava anche della selezione dei produttori e dell'approvvigionamento della cucina.
Ora Etica: ingredienti entro un'ora da Milano
La filosofia del locale segue quella di Niederkofler. Si ispira al percorso Cook the Mountain, che a Milano si traduceva nel concetto di Ora Etica: gli ingredienti arrivano da produttori situati indicativamente entro un'ora di distanza da Milano. La maggior parte dei prodotti trasformati in cucina è vegetale, insieme al pesce d'acqua dolce. Le portate puntavano a usare tutto, senza scarti.
Pinton alla guida, con stella Michelin e stella verde
In cucina c'è Alessandro Pinton, alla guida operativa dal gennaio 2025. Prima di Horto ha lavorato al Luogo di Aimo e Nadia, alle Calandre di Massimiliano Alajmo e all'Atelier Moessmer di Niederkofler, di cui ha sposato la filosofia di cucina.
Il ristorante ha conquistato una stella Michelin e anche la stella verde, dedicata alle cucine che più si danno da fare per essere a impatto zero. Prima di Pinton, la cucina era affidata ad Alberto Toè, che aveva lavorato per anni nella brigata del St. Hubertus, il ristorante di Niederkofler con tre stelle Michelin.
Colagreco, il nome che spunta per la successione
Ora le indiscrezioni si fanno più insistenti. Niederkofler avrebbe abbandonato il progetto, che però continuerà. Al suo posto ci sarebbe Mauro Colagreco, l'altro chef che ha fatto della sostenibilità un aspetto importante, quasi intransigente, della sua cucina. Un nome di peso per un progetto ambizioso, che vuole restare ambizioso.
Colagreco è lo chef del Mirazur di Mentone, anche lui con tre stelle Michelin. Da diversi anni ha scelto la biodinamica e applica i principi del calendario biodinamico ai menu degustazione, ispirati ai cicli della natura e alle fasi lunari.
Nella cucina internazionale legata al rispetto della natura e dei suoi ritmi, non ci sono nomi più importanti di questi due. Resta da capire come avverrà l'avvicendamento e cosa succederà al menu di Horto. Lo sapremo tra qualche settimana.
Spunto di cronaca: Dissapore
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