Ischia cerca il dolce da credenza con Mulino Caputo
Un contest apre alla ricerca del nuovo dolce ischitano da franchising.
di Marco De Luca · 23 settembre 2026 · 6 min di lettura

La notizia è di queste ore e ha già scosso i fedeli della piccola isola dai scogli che non smettono mai di girare la mozzarella. Mulino Caputo, con sede a San Giovanni a Teduccio, ha lanciato un contest per trovare il dolce da credenza che possa raccontare l’identità di Ischia. Non si tratta di un cornetto, non è certo la pasticceria da turisti. È una ricerca aperta a pasticceri, gelatai, produttori locali. Chi vince prende un contratto di collaborazione e una bottega pronta sulle panchine mobiliere di via Roma, quel tratto che respira mare e si affaccia sull’ospedale vecchio. Il bando chiude il 15 ottobre. Fino ad allora, l’Isola aspetta il dolce che non esiste ancora.
Il sapore mancante
A Ischia non si è mai fermati a dormire il profumo del dolce giusto. Ci sono le zeppole di San Giuseppe, quelle gonfie come palloni appena sfornate, e i struffoli, ma non un dolce da sfoggiare ogni mattina davanti al bar. Mulino Caputo sa questa cosa. Conosce l’Isola. Ha fornito farina a tutti i pasticceri che passano per il portone di via Venti Settembre a Napoli, ma soprattutto quelli di Ischia. E ha notato una cosa: i turisti comprano limoni, caponata, ma non si fermano mai davanti a una vetrina di dolci. Perché non c’è nulla che li faccia smettere.
Noi siamo stati a Casa D’Anna, nel borgo di Sant’Angelo, dove la nonna prepara le frittelle con l’uvetta di Canna d’Ipino. Sono buone, sì, ma non hanno un nome. Non hanno un volto. Non hanno un posto dove andare a trovarle ogni volta che si è a Ischia. E invece, così, alla fine, si finisce per mangiare un cornetto in baglio, quello che si trova ovunque, senza sapore, senza storia. Questo è il vuoto che Mulino Caputo vuole riempire. Con un dolce. Con una bottega. Con un brand.
Il prezzo del bando non è alto. Ma le aspettative sì. Il Comune di Ischia ha già risposto al comunicato stampa con un comunicato ufficiale: sostiene iniziative che promuovono il made in Italy e rafforzano l’economia locale. La motorizzazione del turismo dolce è una priorità. Anche perché, secondo i dati regionali, nel 2025 il 68% dei visitatori dell’Isola ha comprato prodotti artigianali, ma nessuno ha acquistato un dolce da viaggiare. Nessuno. È un dato. E dice tanto.
Chi può partecipare
Il contest è aperto a pasticceri, gelatai, produttori locali. Anche a giovani cuochi che hanno appena chiuso un tirocinio a Massa Lubrense. Anche a una nonna di Casamicciola che fa i cassatelle con l’uva passa. Non serve un curriculum. Serve un progetto. Una storia. Un sapore che non si trova a Sorrento, né a Capri, né a Napoli. Deve essere Ischia. Solo Ischia. Mulino Caputo non chiede una ricetta. Chiede un’identità.
Abbiamo parlato con Raffaele, il titolare di una piccola pasticceria a Lacco, che ha partecipato alla call. ‘Non voglio vincere un contratto. Voglio che mia figlia, nata l’anno scorso, cresca vedendo il suo nome su un’accetta di carta, in una vetrina’. È semplice. È vero. E forse è questo il cuore del contest: non è un’idea di marketing. È un sogno. E i sogni, a Ischia, si condividono.
La giuria è composta da sei persone. Tre sono chef stellati. Due sono giornalisti gastronomici. Una è una turista del posto, una donna di 72 anni che viene a Ischia da quarant’anni e non ha mai comprato un dolce locale. La vediamo ogni estate seduta al caffè Bar San Lorenzo, con un gelato in mano e un libro aperto. Dice sempre la stessa cosa: ‘Qui manca qualcosa che non so nemmeno io cosa sia’. Forse è questo che cercano.
Dolci, limoni e sogni
A Ischia i limoni costano 4 euro al chilo. E i dolci? Nessuno li ha mai fatti costare. Fino adesso. Mulino Caputo ha stimato che il dolce vincente debba avere un prezzo di vendita compreso tra i 4 e gli 8 euro. Abbastanza alto da sembrare un regalo, non un acquisto. Abbastanza basso da non scoraggiare i turisti. La logica è chiara: non si vuole competere con le boutique di luxury di via Roma. Si vuole creare un prodotto che respiri l’aria salata e il sapore del limone di Sorrento.
Noi abbiamo assaggiato una bozza di dolce proposta da una pasticcera di Forio. Era un bignè ripieno di crema al limone e scorza di arancia amara, con un caramello al miele d’api di Monte Epomeo. Costava 6 euro e 50 centesimi. Era buono. Ma non era Ischia. Era una versione migliore di qualcosa che già esisteva. Il probleme non è il sapore. Il problema è l’anima.
La seconda settimana del contest, un ragazzo di 24 anni, studente di enogastronomia a Napoli, ha caricato su Instagram un video di sua madre che fa i cassatelle con l’uva passa. La clip ha avuto 30.000 visualizzazioni. Nessuno ha commentato niente di male. Solo like. E poi un messaggio privato da una cameriera di Procida: ‘Mio cugino ha un chiosco a Fornillo. Se vuoi provare…’. È così che si muove l’Isola. Con messaggi privati e video senza didascalioni.
Il dolce deve essere conservabile. Non si può pretendere che un turista faccia la spesa ogni mattina. Deve durare almeno tre giorni. Deve passare la notte in un borsone, accanto al limoncino e alla mozzarella. Deve sopravvivere al traghetto. Deve resistere al sole. Mulino Caputo ha messo a disposizione un laboratorio mobile, un furgone dotato di forno e refrigeratori, che partirà la settimana prossima per girare per tutta l’Isola. Ogni giorno, una tappa. Ogni tappa, un nuovo profumo.
Chi vince non va in tv
Non c’è premio simbolico. Non c’è viaggio in Toscana. Non c’è un libro fotografico. Il vincitore prende un contratto di collaborazione diretta con Mulino Caputo per la creazione di una linea di dolci ischitani. E una bottega, a isola, con affitto pagato per un anno. Poi tocca a lui. Poi tocca al prodotto. Poi tocca al mercato. A volte, a Ischia, non serve molto. Basta un sogno. E un po’ di farina.
La scadenza è il 15 ottobre. Ma il dolce giusto, forse, arriva prima. Oggi. Domani. Tra un taccuino e un forno. Tra un’idea e un sapore che nessuno sapeva di cercare. E quando arriverà, non lo riconoscerete subito. Lo capirete quando lo assaggerete. E quando lo comprerete. Per portarlo a casa. Per dirlo a qualcuno. Per dire: ‘Questo è Ischia. Questo è il dolce che non sapevi di aver bisogno di trovare’. L’Isola aspetta. E sorride.
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
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