Just Eat, l'intelligenza artificiale sbaglia i piatti e l'azienda si scusa

La piattaforma sospende le immagini generate automaticamente dopo errori grotteschi su soda bread, chip muffin e pane all'aglio.

di Giulia Ferrero · 24 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Collage surreale di errori IA: cola con uovo e bacon, muffin con patate, pane all'aglio a forma di aereo su sfondo app delivery

A Belfast, un bicchiere di cola galleggia sullo schermo. Dentro, un uovo fritto e una fetta di bacon nuotano allegri. Non è una nuova tendenza mixology, né un piatto forte del locale. È l'intelligenza artificiale di Just Eat che ha letto "soda bread" sul menu e ha pensato alla bibita gassata, al bicarbonato, alla soda. Il pane tradizionale irlandese è diventato un drink impossibile, servito con contorno di colazione all'inglese.

La piattaforma stava sperimentando uno strumento automatico per riempire i vuoti visivi dei menu. Decine di migliaia di piccoli ristoranti partner senza foto professionali, un budget per fotografi locali che non basta a coprire tutto, la fretta di offrire un'anteprima accattivante. L'algoritmo doveva velocizzare il lavoro. Ha prodotto invece una galleria di mostruosità gastronomiche che l'internet non ha perdonato.

A Manchester tocca al chip muffin, il panino farcito di patatine fritte che qui chiamano chip butty. Il software restituisce un muffin dolce, lievitato, da cui spuntano patate intere come fiori stravaganti. Poi c'è l'errore umano che la macchina non sa filtrare: una "p" al posto di una "l". Plain garlic bread, pane all'aglio semplice, diventa plane garlic bread. Il risultato è una baguette a forma di aeroplano, carrello d'atterraggio incluso, pronta al decollo dal piatto.

Il pasticcio dei menu e la reazione del web

Le immagini portavano l'etichetta che ne segnalava l'origine artificiale. Un avvertimento che non ha fermato la viralità. Lo subreddit dedicato a Just Eat UK si riempie di screenshot, commenti, derisione. La comicità involontaria supera la funzione di servizio. Utenti che zoomano sul bacon nel bicchiere, sull'aereo all'aglio, sul muffin patatoso. La bufera mediatica costringe l'azienda a uscire allo scoperto.

Le scuse e la marcia indietro

Un portavoce ammette l'errore. L'azienda è in fase di rimozione delle illustrazioni sbagliate e ha deciso di sospendere la creazione di nuove immagini sintetiche finché la tecnologia non sarà ulteriormente sviluppata. "Lavoriamo con decine di migliaia di piccoli ristoranti per le immagini dei loro piatti, finanziando anche fotografi locali professionisti. Abbiamo testato immagini migliorate dall'intelligenza artificiale e, come per ogni nuova tecnologia, non è sempre del tutto corretta la prima volta". La frase suona come una promessa: si torna ai professionisti, l'IA aspetta in panchina.

Il dibattito: cibo vero contro immagini perfette

Sui social il fronte si spacca. C'è chi prende tutto sul ridere: "Beh, tutta questa roba mi ha appena aiutato con la dieta", scrive un utente. C'è chi invece solleva il problema vero. Su Instagram un cliente chiede perché debba guardare cibo finto. "Voglio vedere come appare realmente il piatto perché mi aiuta a decidere da chi ordinare o cosa ordinare, queste versioni 'perfette' generate dall'intelligenza artificiale portano solo a delusioni se si pensa che il pasto avrà quell'aspetto". La fiducia si gioca sul piatto reale, non sul render.

Un settore che resiste al prompt

Catene di fast food provano l'IA per gestire ordinazioni e prevedere flussi. Just Eat ci ha provato per le foto. Ma il cibo resta materia concreta, odore, temperatura, contatto umano. Cracco, Cannavacciuolo e la compagnia stellata non rischiano la sostituzione da un prompt per Claude. Almeno finora. La vicenda di queste ore lo conferma: la tecnologia inciampa dove la realtà è più complicata di un dataset.

Spunto di cronaca: Dissapore

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