Crociere, Italia verso 16 milioni di passeggeri nel 2027

Investimenti per oltre un miliardo e nove porti pronti a battere il record storico secondo l'Italian Cruise Watch 2026.

di Redazione Chiavi del Gusto · 23 ottobre 2026 · 5 min di lettura

Vista aerea di un grande porto crocieristico italiano all'alba con nave ormeggiata e cantieri visibili sullo sfondo

Livorno, ottobre. La tredicesima edizione dell'Italian Cruise Day chiude i battenti lasciando sul tavolo i numeri dell'Italian Cruise Watch 2026, il rapporto che Risposte Turismo costruisce incrociando i dati di oltre cinquanta scali, coprendo il novantadue per cento del traffico nazionale. La proiezione per il 2027 parla chiaro: sedici milioni di passeggeri movimentati, quattro punti percentuali in più rispetto alle stime di chiusura del 2026, e oltre seimilatrecentosettanta accosti, in crescita del cinque per cento. A fare da cornice a questa espansione un piano di investimenti che supera il miliardo di euro nel triennio 2027-2029. Non è solo una questione di volumi, è la fotografia di un settore che allarga la mappa e cambia pelle.

La classifica dei porti: Civitavecchia guida, Palermo e Napoli corrono

Civitavecchia conferma la leadership nazionale e il peso internazionale: nel 2027 sono attesi tre milioni e ottocentomila passeggeri, in crescita del due virgola sette per cento, e novecentonovanta accosti, più due virgola cinque per cento. Alle sue spalle Napoli accelera con decisione, puntando a un milione novecentocinquantamila crocieristi, un balzo dell'undici virgola quattro per cento. Genova si assesta intorno al milione e seicentomila, sostanzialmente piatta. La sorpresa arriva da Palermo: il porto siciliano supererà il milione e duecentomila passeggeri, quasi venti per cento in più, mentre gli approdi schizzano del trentadue virgola otto per cento. Chiude la top five La Spezia con ottocentoquarantacinquemila passeggeri e una crescita a doppia cifra, dodici virgola sei per cento.

Nove scali verso il record storico, Alghero vola al sessantasette per cento

La crescita non abita solo nei grandi hub. Secondo l'analisi di Risposte Turismo, nel 2027 ben nove porti italiani potrebbero fissare il proprio primato assoluto di traffico crocieristico. Oltre a Civitavecchia e Napoli, l'elenco comprende Palermo a un milione e duecentomila, La Spezia a ottocentoquarantacinquemila, Messina a ottocentodiciottomila, Salerno a cinquecentotrentamila con un incremento del trentuno virgola sette per cento, Catania a circa trecentosettantacinquemila, quasi trenta per cento in più, Portofino a centocinquantamila e Alghero a quarantamila. Proprio lo scalo sardo registra l'exploit percentuale più clamoroso: più sessantasette per cento. Numeri che ridisegnano la geografia del mercato.

Guardando alle macroaree, il Lazio resta la prima regione per passeggeri oltre i tre milioni e ottocentomila, davanti alla Liguria con circa tre milioni e quattrocentomila e alla Campania che supera i due milioni e mezzo con la progressione più sostenuta tra le prime posizioni, quindici virgola sette per cento. Sul fronte degli approdi è la Sicilia a conservare il primato nazionale con oltre milleduecentocinquanta navi accolte, più nove virgola tre per cento, mentre la Campania segna un più ventisei per cento sugli accosti. Le Isole trainano la crescita dei passeggeri con un più sette virgola nove per cento, seguite dal Centro-Sud Tirreno a più sette virgola due. L'Adriatico e lo Ionio vanno in controtendenza: chiuderebbero il 2027 con una lieve flessione dello zero virgola sette per cento.

Oltre un miliardo di euro: il paradosso degli investimenti sull'Adriatico

L'Italian Cruise Watch ha censito interventi pianificati per un miliardo e cinquantamilioni di euro tra il 2027 e il 2029. La voce principale, trecentotrentanove virgola sette milioni, il trentadue virgola tre per cento del totale, finanzia infrastrutture direttamente crocieristiche: banchine, ormeggi, viabilità, illuminazione, segnaletica. Duecentodiciannove virgola cinque milioni, il venti virgola nove per cento, andranno a rifornimenti e carburanti alternativi. Per i nuovi terminal sono previsti duecentoquattordici virgola tre milioni, che salgono a quasi duecentosettanta considerando anche il rinnovo dell'esistente. Al dragaggio e all'escavazione dei fondali vanno duecentocinque virgola otto milioni. La distribuzione geografica riserva un dato significativo: nonostante le prospettive di traffico meno dinamiche, l'area Adriatico-Ionica concentra quasi la metà delle risorse, cinquecento milioni, il quarantasette virgola cinque per cento del totale nazionale. Alle Isole vanno trecentoventuno virgola tre milioni, al Nord Tirreno centosettantasette virgola nove, al Centro-Sud Tirreno cinquantatré virgola due.

Otto nuovi cruise terminal cambieranno la dotazione infrastrutturale entro il 2029. Nel 2027 toccherà a Ravenna, Bari, Messina, Taranto e Brindisi. Nel 2028 a Venezia-Marghera Canale Nord e Ancona. Nel 2029 a La Spezia. Quattro di questi sostituiranno strutture già esistenti, per un investimento complessivo quantificato in centosessantacinque milioni. Il sistema dispone già di oltre venticinque chilometri di banchine dedicate: Civitavecchia ne ha sei, Livorno cinque, Genova e Palermo tre a testa. Nel 2026 risultano attive cinquantacinque compagnie crocieristiche nei porti italiani.

Capraia debutta, la sfida si sposta sulla gestione dei flussi a terra

La mappa delle destinazioni si allarga ancora. Nel 2027 l'isola di Capraia accoglierà i primi approdi crocieristici, mentre Barletta e le Isole Tremiti confermano la presenza negli itinerari dopo il debutto del 2026. Una tendenza che sposta progressivamente il tema dalla semplice capacità di accogliere le navi alla gestione dei flussi nelle destinazioni. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, legge i risultati come la conferma di un settore solido, in crescita ed evoluzione, capace di allargare la propria mappa. La sfida, avverte, riguarderà sempre più la capacità degli scali di dotarsi di terminal moderni e banchine adeguate, insieme alla gestione degli impatti sulle destinazioni: una parte fondamentale si gioca sulla capacità dei territori di gestire l'arrivo dei passeggeri, garantendo la migliore esperienza possibile e approfittando delle ricadute economiche.

Il tema delle ricadute è centrale per Livorno, città ospitante. Per il prossimo anno il porto toscano prevede quattrocentoventicinque scali e tra ottocentoventimila e ottocentotrentamila passeggeri. Il sindaco Luca Salvetti segnala che il ventinove per cento dei crocieristi che sbarcano sceglie ormai di visitare autonomamente Livorno anziché dirigersi verso le tradizionali città d'arte. L'impatto economico generato viene stimato in circa venti milioni di euro all'anno, considerando spese di passeggeri ed equipaggi e servizi attivati dalle compagnie. Il dato evidenzia una delle questioni centrali per la prossima fase: trasformare l'aumento dei movimenti portuali in maggiore capacità di spesa e permanenza sul territorio.

Anche CLIA richiama l'attenzione sull'evoluzione dell'offerta. Secondo Nikos Mertzanidis, Executive Director CLIA Europe, le destinazioni dovranno confrontarsi con navi e prodotti che stanno cambiando, comprese unità di dimensioni ridotte dedicate a crociere tematiche e itinerari differenti da quelli tradizionali. L'obiettivo indicato dall'associazione è confermare l'Italia come primo Paese europeo di destinazione dei crocieristi, governando allo stesso tempo gli effetti della crescita su ospiti, imprese e residenti. Intanto, durante la giornata labronica, è stata annunciata la sede della prossima edizione: Italian Cruise Day 2027 si terrà a Genova, dove il forum tornerà a distanza di quindici anni. L'annuncio è arrivato dal presidente di Risposte Turismo Francesco di Cesare insieme a Matteo Paroli, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

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