Maxi Capo La Gala, la stella che torna a Vico Equense

Due visite a distanza di due anni raccontano la corsa di Emanuel Scotti verso la Michelin tra menu, prezzi e squadra.

di Elena Marchetti · 24 ottobre 2026 · 5 min di lettura

Linguina con zuppetta di murena, emulsione ai ricci e lattuga di mare al ristorante Maxi di Vico Equense

Di nuovo al Maxi, ristorante gastronomico dell'hotel Capo La Gala a Vico Equense, via Luigi Serio 8. L'appuntamento è di ottobre 2026, un anno dopo la prima verifica. L'obiettivo dichiarato è confermare quanto di buono visto e assaggiato nella primavera del 2024. Il luogo resta magico, oserei dire stellare, con Mario Acampora che dirige la struttura con precisione chirurgica. Le redini dell'albergo, che vanta una Chiave Michelin e venti tra camere e suite iper panoramiche, sono passate al figlio di Enzo Acampora. Accanto al Maxi c'è Nerea, la trattoria di mare praticamente nell'acqua. La cerimonia della guida è fissata per il 12 novembre, sulle orme di quanto già accaduto al ristorante Cetaria di Baronissi. Il totostella corre veloce ma non fa dimenticare l'ospitalità piena di mare e buon cibo.

La squadra e il luogo

In cucina c'è Emanuel Scotti, ischitano, cresciuto alla corte di Gaetano Trovato, due stelle storiche in Toscana. È al timone dall'anno scorso, in costante progressione da tre anni a questa parte. Al suo fianco il sous chef Carlo Carandente Coscia e il pastry chef e panificatore Carlo Gabbiano, già noto per un eccellente panettone assaggiato a un evento. Completano la brigata Marianna Ciufo, Michele Langella, Valerio Montuori e Yesenia Montes Guzman. La sala è il regno di Giulia Tavolaro, figura storica e riferimento assoluto, vicana doc, coadiuvata dal giovane e bravo Mariano Fiorentino. Proprio lei, l'anno scorso, ha conquistato il premio come Miglior Servizio di Sala del 2026. Un auspicio concreto per la notte di novembre. Il telefono per prenotare è 081 801 5757.

I menu e i prezzi di ottobre 2026

Quattro i percorsi degustazione verificati in questo ottobre che alterna giornate autunnali a code di estate lunghissima. Sulla cresta dell'onda propone sette portate a 140 euro. Radici in viaggio ne conta sei di terra a 130 euro. Materia Verde si ferma a tre portate per 80 euro. A modo mio offre cinque portate salate e un dessert al buio a 120 euro. Dalla carta è possibile scegliere almeno due portate salate a persona: il cavolfiore con limone, mandorle e capperi a 20 euro, l'agnello Laticauda in prima corsa che è una calamarata a 30 euro, le crocchettine di cicerchie dei Campi Flegrei con tahina, salsa verde e cipolla ramata di Montoro in agrodolce a 25 euro. Con due portate si sta a livello di osteria, in media un pasto completo costa 90 euro. Due anni prima, a maggio 2024, l'offerta era solo a menu degustazione: A 4 mani open a 90 euro dove due portate le sceglie lo chef e due i commensali, Contemporaneo sei portate a 110 euro, Ci pensa Emmanuel sei portate a sorpresa a 110 euro, Artigianato gastronomico otto portate a 130 euro.

Il percorso 2026 tra mare e terra

L'inizio è schioppettante con i benvenuti divertenti e saporiti, belli anche esteticamente. I lievitati di Carlo Gabbiano e Carlo Carandente Coscia lasciano sempre un segno: pane, grissini e un Danubio al top. In abbinamento l'olio dell'azienda agricola Russo di Vico Equense e il burro. La Merenda di Ciccio, 25 euro, è un Katsu-sando di coniglio all'ischitana, gambero rosso e rafano. Omaggio all'amicizia tra lo chef e il vecchio pescatore che portava i gamberi: il coniglio farcisce il lievitato in un connubio incredibile. Il Baccalà con fagioli butirri, alghe e zuppa forte, 25 euro, è elegante senza rinunciare al sapore. La Linguina con zuppetta di murena, emulsione ai ricci e lattuga di mare, 30 euro, ha la murena protagonista insieme ai ricci, cottura impeccabile. Il Raviolo con verza, riso e parmigiano, 25 euro, racchiude una versione originale del classico in un involucro ben realizzato. La Ricciola con friarielli, mandarino ed escabeche, 35 euro, è visivamente bella e buonissima: il sapore resta caposaldo imprenscindibile per lo chef ischitano. Il Pollo bianco di Laura Peri con funghi autunnali, patate e spinaci, 40 euro, è una delizia: petto cotto alla perfezione, farcito benissimo, chips di pelle farcita ad accompagnare una grande materia prima. Dopo un fresco predessert arriva la Tarte au citron: lemon curd al limone sfusato amalfitano, meringa, vaniglia di Tahiti, 20 euro. Chiusura affidata al Cioccolato al latte con lamponi, noci e miso, 20 euro. Esecuzione del pastry chef che rende felici.

Il ricordo del 2024 e la corsa alla stella

A maggio 2024 il racconto di Guido Ferraro fotografava un inizio scoppiettante con il Ponte: alici, caffè Guatemala di Gianni Frasi e limone bio di Sorrento. Presentazione bella, sapore non da meno. È tutta una bufala portava carne di bufalo magistralmente cotta, ricotta in salvietta di Costanzo e cremoso di carciofi con brunoise di carciofi arrostiti: realizzazione da wow. Scalo di Procida erano linguine alla brace con insalata di limoni in conserva, ricci di mare, polvere di limoni e foglie: sentori di brace su sapori decisi. Intramontabile, il bottone alla genovese di coda stufata, ostriche perle noir e zuppa di prosciutto e basilico: complesso, gustoso, volutamente sapido. Quando arrivi manda un messaggio, il risotto alla pizzaiola al nero di seppia, bello a vedersi e ottimo. Benedetta primavera, rombo in rollatina con verdure primaverili, fiori eduli e salsa Beurre blanc: lo chef colpisce nonostante lo scenario fantastico distragga i commensali. Cambio d'identità chiudeva il salato con agnello Laticauda alla brace, carciofo violetto di Castellammare, salsa aioli e bernese montata con estrazione di grasso d'agnello: cotture giuste, sapori intensi e identitari. I dolci: Fragole buone buone, mousse al lime con inserto al cetriolo, sorbetto al finocchietto, burro d'arachidi e salsa di fragole; Tu vuo' fa l'americano, mousse alla banana, cremoso fondente 55%, biscuit alle mandorle, caramello passion fruit, cioccolato bollato fermentato in bucce di banana, gelato arachidi. Entrambi di spessore, doti di Carlo Gabbiano da tenere d'occhio. La cena era una prova superata, la speranza che il Maxi torni nell'empireo delle stelle dove ha già meritato di stare.

Foto di Gianni De Gennaro. Instagram del ristorante attivo. La rotta è tracciata, la squadra compatta, il conto presentato. Manca solo l'ufficialità di novembre.

Il telefono squilla poco, le prenotazioni corrono via mail. La sala si riempie di sguardi che cercano l'orizzonte mentre il cucchiaio affonda nel risotto nero. Mario Acampora passa tra i tavoli, misura i tempi, annuisce. Emanuel Scotti non esce dalla cucina, manda avanti i piatti. Giulia Tavolaro sorride, versa il vino, conosce il nome di chi siede. La stella non è un premio, è una conferma.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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