Locanda dell'Annunciata a Palazzago: piatti e prezzi come una volta

Nel convento benedettino diventato poi residenza nobiliare, Luca Bombardieri cucina classico: casoncelli a 18 €, baccalà mantecato a 24 €.

di Marco De Luca · 19 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Piatto di baccalà mantecato con polenta di Storo e acciuga del Cantabrico servito nella sala rustica della Locanda dell'Annunciata a Palazzago

A Palazzago, nascosta tra la vegetazione delle colline delle Prealpi bergamasche, la Locanda dell'Annunciata ha una storia lunga più di mezzo millennio. Prima convento di frati benedettini, poi residenza nobiliare. Negli anni '20 del secolo scorso diventa un luogo di ristoro. Nel 1988 la rileva Giampiero Terzi, che decide di stabilirvisi. Nel 2013 arriva la riconversione a ristorante.

Travi a vista e pavimenti in cementine

L'ambiente è rustico, autentico. Le travi a vista corrono sui soffitti, i pavimenti in cementine disegnano pattern caleidoscopici. Anche l'arredamento racconta l'evoluzione dell'edificio: quadri da collezione, pezzi d'epoca, suppellettili che i proprietari hanno recuperato negli anni. D'inverno le portate seguono lo scoppiettio dell'antico camino e della stufa in ghisa. D'estate il giardino mitiga la calura e accoglie pranzi lenti e cene sotto le stelle nel suo polmone verde.

Luca Bombardieri, in brigata dal 2018

Luca Bombardieri entra in brigata nel 2018, dopo diverse esperienze in Svizzera e ai fornelli di Chicco Coria. Affianca Terzi fino alla sua scomparsa, tre anni fa, poi rileva la Locanda e diventa ristoratore oltre che cuoco. La sua cucina è sincera, schietta, senza sentimentalismi. In una parola: classica. Niente eccessi, nessuna formalità che copra la sostanza. Piuttosto una dichiarazione di indipendenza dalla smania di oggi di costruire piatti complessi e virtuosistici.

Il menu e i prezzi

Il menu è legato al territorio e segue le stagioni, quello che offre il mercato e la fantasia dello chef. Gli antipasti sono un pot-pourri ben fatto di suggestioni francofone e regionali: il pollo in carpione marinato in aceto (20 €) e le sarde in Saor con cipolle in agrodolce, pinoli e uvetta (20 €), come vuole la tradizione veneziana. Tra i primi non mancano i casoncelli bergamaschi (18 €) e le tagliatelle al ragù di cinghiale e fondo bruno (18 €). Ci sono anche proposte vegetariane, come la parmigiana di melanzane (18 €). I secondi restano nella cucina casalinga: fegato e cipolle (24 €), vitello tonnato (22 €), anatra alle prugne (24 €). Si chiude con la tarte tatin di mele e panna montata, il bonet piemontese con pistacchio e amaretto e la crème brûlée profumata alla vaniglia (8 €). Oltre ai piatti à la carte c'è il menu degustazione a 55 € a persona: una selezione di antipasti caldi e freddi, un primo o un secondo a scelta, dolce, acqua e caffè. Se invece mangiate alla carta, 3 piatti vi costano 60 €.

Come si mangia alla Locanda dell'Annunciata

Ogni piatto è una cartolina della cucina casalinga. Gli antipasti arrivano netti, precisi, senza acrobazie. Il baccalà mantecato con polenta di Storo e acciuga del Cantabrico (24 €) è avvolgente: la polenta ruvida si lascia abbracciare dalla cremosità del merluzzo, e l'acciuga chiude il ménage con il suo tocco inconfondibile.

Le lumache alla bourguignonne (12 €) arrivano ancora sfrigolanti nel guscio, avvolte dal caldo sentore di burro alle erbe, aglio e prezzemolo. Al palato sono così delicate che ne vorresti ancora.

L'impronta d'Oltralpe torna nella zuppa di cipolle francesi con crostini di pane tostato e formaggio gratinato (20 €). Qui la dolcezza della cipolla corteggia il Branzi, dorato e croccante in superficie, che poi cede il passo a una danza filante.

I malfatti con porri e guanciale (20 €) proseguono nella tradizione autunnale. L'impasto di zucca dà una curva dolce, la salvia fritta aggiunge una nota aromatica, il guanciale interviene con decisione sapida.

Accattivante alla vista e succulenta al palato, la seconda portata spicca il volo con il petto d'anatra laccato alle prugne (24 €). La carne intensa è stemperata dal jus del frutto, che fa da arbitro con un tono più zuccherino.

Il pranzo finisce con la tarte tatin di mele e panna artigianale (8 €). Il frutto sorprende con due anime: fragrante e caramellato fuori, morbido e succoso dentro. La pasta sfoglia avvolge il dessert come un guanto, la panna ne ammorbidisce il carattere con le sue sfumature lattiche.

La cucina è come la moda. C'è quella che rincorre le tendenze rapide e passeggere, e quella che attraversa il tempo senza perdere la propria identità. Una cucina che esiste per sé stessa, non per compiacere, che appaga il palato prima dello sguardo e non ha bisogno di aggiunte per raccontare la sua storia. Alla Locanda dell'Annunciata si trova questo: un racconto personale e familiare, capace di sigillare la memoria dentro i confini rassicuranti, ma mai scontati, delle mura di casa.

Locanda dell'Annunciata, Via Annunciata 20, 24030 Palazzago BG. Telefono: 327 408 9243. Il locale è presente anche su Instagram.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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