Marco Ambrosino è il nuovo chef di Unforgettable a Torino

Dopo le dimissioni di Mancinelli e Stravato, la proprietà di Mickie Briguglio riparte dallo chef passato da Noma, 28 Posti e Sùstanza.

di Marco De Luca · 5 novembre 2026 · 3 min di lettura

Un bancone da cucina in primo piano con un piatto mediterraneo in fase di impiattamento e, sullo sfondo sfocato, i posti a sedere del ristorante

La stella Michelin non c'è più nella selezione online della guida, e la scheda del ristorante è sparita. Unforgettable, il fine dining torinese da pochi posti, ha chiuso temporaneamente: le dimissioni di Stefano Mancinelli e Sabrina Stravato, arrivate nell'agosto 2026, hanno lasciato un vuoto che la proprietà ha dovuto colmare in fretta. E a quanto pare l'ha colmato con il nome che nessuno si aspettava.

Marco Ambrosino, il nome uscito dal cappello

Non è un nome qualunque. Marco Ambrosino ha un percorso che passa dal Noma di Copenaghen, da 28 Posti a Milano e dall'esperienza napoletana di Sùstanza. È uno chef piuttosto amato da pubblico e critica. Soprattutto, ha un linguaggio gastronomico riconoscibile, costruito attorno a un'idea ampia e contaminata di Mediterraneo: fermentazioni, acidità, amarezze, ingredienti dimenticati, stratificazioni culturali.

La proprietà, che fa capo a Mickie Briguglio, gli riconosce carta bianca. Ambrosino avrà piena autonomia nella costruzione del menu e nella scelta della brigata, dove ritroveranno spazio anche alcuni collaboratori delle sue precedenti esperienze. «La libertà che mi è stata riconosciuta, tanto nella costruzione del percorso gastronomico quanto nella scelta delle persone con cui condividerlo, è una responsabilità importante», ha dichiarato lo chef. Che sembra intenzionato a ripartire da un gruppo di lavoro già rodato.

Dal bancone di Mandura alla stella del 2021

Unforgettable nasce nel 2019 con Christian Mandura, che ne firma il progetto gastronomico e nel 2021 porta il ristorante a conquistare la stella Michelin. Il format è originale: niente tavoli tradizionali, ma un bancone intorno al quale gli ospiti assistono da vicino al lavoro della cucina. Un'idea che ha contribuito a rendere il locale uno degli indirizzi più riconoscibili della Torino gastronomica.

Nel 2025 Mandura lascia il progetto, dopo sei anni. La guida della cucina passa a Stefano Mancinelli e Sabrina Stravato, che raccolgono l'eredità e mantengono il riconoscimento Michelin. Poi, nell'agosto 2026, entrambi rassegnano le dimissioni. Nelle dichiarazioni alla stampa parlano di un rapporto di fiducia venuto meno con la proprietà e della necessità di cercare nuove strade professionali.

La separazione ha avuto conseguenze piuttosto evidenti: chiusura temporanea, stella scomparsa dalla selezione online della guida, scheda del ristorante non più consultabile. Non proprio il migliore dei biglietti da visita per un locale che ambisce a essere un punto di riferimento della già zoppicante alta cucina cittadina.

Il precedente di Maison Capriccioli

Non è soltanto la storia di Unforgettable a suggerire qualche cautela. Nel recente passato imprenditoriale di Briguglio c'è anche la vicenda di Maison Capriccioli, altro progetto torinese che, dopo l'addio di Christian Mandura e Andrea Turchi, aveva annunciato un riposizionamento gastronomico con l'arrivo di Silvano Toscani e Gioele Vacchina, già protagonisti di Terra Terra in Vanchiglia. Così non è stato: il progetto è naufragato.

In questo caso Briguglio rassicura: Ambrosino a Unforgettable è «un progetto solido e una prospettiva di lungo periodo». Resta da capire se basterà. Torino ha bisogno di progetti gastronomici capaci di durare, non soltanto di insegne che si rilanciano periodicamente con un nuovo nome importante dietro ai fornelli.

Spunto di cronaca: Dissapore

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