Sardegna 2026: voli Usa, ristorazione e stagione lunga
Tra nuovi collegamenti aerei e aperture di grandi gruppi, l'isola consolida i numeri record e sposta l'orizzonte oltre agosto.
di Alessandro Ratti · 5 novembre 2026 · 7 min di lettura

Trentamila passeggeri trasportati dal 21 maggio alla prima settimana di ottobre. È il biglietto da visita del volo diretto Delta Air Lines tra Olbia e New York, il primo nella storia dello scalo Costa Smeralda, che ha contribuito a riscrivere la geografia degli arrivi internazionali. L'aeroporto ha chiuso giugno a +11,3%, agosto a +9,2% e ha accelerato a settembre con un +16,2%, puntando a chiudere l'anno a 4,5 milioni di transiti, l'11% in più sul 2025. A maggio 2027 si aggiungerà la rotta United Airlines da Newark, secondo tassello di un ponte aereo che nel biennio 2023-25 ha già spinto il flusso statunitense sull'isola dell'80%, con punte del 93% in Gallura, secondo i dati ufficiali della Regione.
Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, legge i numeri dei primi otto mesi: 13,83 milioni di presenze, +5%, trainate da 3,32 milioni di arrivi, +4%, e una permanenza media salita a 4,16 notti da 4,14. La sfida, dice, è proseguire su questa strada puntando su qualità dell'offerta, nuovi collegamenti e distribuzione dei flussi durante tutto l'anno. La fotografia scattata a novembre 2026 conferma che la macchina si è messa in moto, spinta da un turismo internazionale meno ancorato ai soli luglio e agosto.
Poltu Quatu, duecento milioni per cambiare pelle
Costruito alla fine degli anni Ottanta tra Porto Cervo e Baja Sardinia, Poltu Quatu è oggi il cantiere più visibile della nuova stagione. Castello Sgr, società di gestione del risparmio del gruppo Anima, ha messo sul tavolo 200 milioni di euro per un piano di riqualificazione che vuole trasformare il borgo da meta di passaggio a destinazione di soggiorno. È nato l'hotel W Sardinia Poltu Quatu e, in parallelo, W Residences Sardinia – Poltu Quatu: 29 unità in vendita da luglio 2026, prime consegne previste nel 2027. Intorno all'ospitalità ruota l'offerta ristorativa: Le Specialità, Il Marchese, Iyo e Carnissage. Martino Uzzauto, amministratore delegato di Carnissage, racconta che già dopo l'apertura di Milano aveva iniziato a valutare una seconda destinazione e la Costa Smeralda era in cima alla lista. Il progetto di rilancio promosso da Castello Sgr, con l'ambizione di riportare il borgo a rilevanza internazionale, li ha convinti a investire. È stato un banco di prova per esportare il modello fuori Milano senza perdere identità: Carnissage sta iniziando a essere riconosciuto come un brand e non solo come un ristorante legato a una città, ed è questa la direzione in cui vogliono crescere, attraverso nuove aperture che valorizzino anche le destinazioni in cui operano.
Sempre a Poltu Quatu ha debuttato Iyo, gruppo di cucina giapponese che include gli stellati Iyo Restaurant e Iyo Kaiseki, al suo primo ristorante fuori Milano. Claudio Liu, patron del gruppo, definisce l'esperienza importante per essersi confrontati con le complessità organizzative di un'apertura su un'isola, soprattutto nella gestione del personale e dei relativi costi. Il bilancio è positivo, sia sul piano economico sia in termini di visibilità, e quanto appreso permetterà di affrontare la prossima stagione con un'organizzazione ancora più efficiente. Le difficoltà legate alla squadra hanno interessato anche altri operatori al debutto. Cristian Ardu, founder di Trattoria del Pescatore, attiva a Milano dal 1976 e da questa estate ospite all'interno dell'hotel cinque stelle Abi d'Oru a Porto Rotondo, indica la difficoltà maggiore nel trovare e fidelizzare il personale, spesso composto da figure junior che richiedono tempi di formazione più lunghi. Soddisfatti della prima stagione, puntano a migliorare la gestione del servizio nei picchi di affluenza, quando non sempre sono riusciti a garantire gli standard desiderati. Lato costi, in Sardegna sono più elevati rispetto a Milano, ma possono essere compensati da prezzi di vendita superiori; hanno tuttavia cercato di preservare un buon rapporto qualità-prezzo, in linea con il posizionamento storico.
La stagione si allunga oltre ottobre
Il tema della stagionalità attraversa tutte le testimonianze. Ardu lo constata direttamente: hanno aperto il 15 maggio e chiuso il 15 ottobre, anche grazie alla presenza all'interno di un hotel che ha mantenuto un'occupazione elevata. Il confronto con altri operatori conferma un andamento positivo sia all'inizio sia nella parte finale della stagione, favorito, secondo alcuni, anche dall'introduzione del nuovo volo diretto dagli Stati Uniti. Uzzauto aggiunge che l'allungamento rappresenta una delle principali opportunità per il futuro, grazie alla crescita del turismo internazionale meno concentrato sui mesi centrali. È però necessario un lavoro coordinato tra operatori privati e istituzioni, che coinvolga collegamenti, strutture ricettive, ristorazione e servizi. La sfida non è soltanto attrarre più turisti, ma garantire la stessa qualità dell'offerta per un periodo più lungo. Una stagione più estesa permetterebbe alle imprese di investire maggiormente sul personale, costruire squadre più stabili e pianificare meglio le attività, rendendole economicamente più solide. I segnali emergono anche dall'esperienza di Langosteria, approdata quest'estate a Porto Cervo. Enrico Buonocore, founder, pensava di trovare una stagione corta ma a inizio ottobre ha ancora fatto 150 coperti. In generale, la Sardegna si sta riaprendo anche grazie all'arrivo di brand dell'hospitality, che per loro sono fondamentali, come Cheval Blanc o Belmond.
Porto Cervo, vetrina per i grandi gruppi
Porto Cervo non smette di attrarre nuovi nomi della ristorazione, soprattutto quelli con una presenza internazionale già consolidata, a conferma del posizionamento della località tra le destinazioni di riferimento per una clientela cosmopolita e di alta gamma. Oltre a Langosteria, arrivata qui dopo Milano, Paraggi, Parigi, St. Moritz e Londra (e a breve St. Bairth), è sbarcato Signor Sassi Mare, primo concept balneare di Signor Sassi, brand del gruppo San Carlo, attivo a livello internazionale con circa 40 ristoranti e diversi marchi. Molto positiva anche l'esperienza di Paper Moon, come affermato da Claudio Bertoni, alla guida del gruppo insieme alla moglie Stefania Galligani. Il brand ha debuttato quest'anno nella celebre Piazzetta di Porto Cervo, all'interno del Cervo Hotel, segnando la seconda apertura in Italia dopo la storica sede milanese, nuovo tassello nel percorso di espansione dell'insegna, già presente a livello internazionale in città come Londra, Doha e Hong Kong.
La soddisfazione arriva anche dai veterani. Per El Porteño l'estate 2026 ha rappresentato la terza stagione a Porto Cervo, con risultati più che soddisfacenti, dichiara il co-founder Fabio Acampora. Il fatturato è cresciuto di circa il 25% rispetto alla stagione precedente, così come sono aumentati i coperti, con un contributo significativo dei mesi di giugno e luglio, che quest'anno hanno registrato risultati migliori e hanno sostenuto la crescita totale. Hanno accolto oltre 15mila ospiti nel corso della stagione estiva. Le normali oscillazioni legate alla stagionalità ci sono state, ma l'andamento complessivo ha seguito una traiettoria costantemente ascendente, confermando il progressivo consolidamento del progetto. Alla sua seconda stagione spicca Casa Fiori Chiari, marchio che fa capo al gruppo Triple Sea Food di Leonardo Maria Del Vecchio. La stagione è andata molto bene, con una crescita significativa dell'affluenza rispetto all'anno di debutto e uno scontrino medio in aumento. I risultati confermano un'evoluzione positiva della venue, sia in termini di volumi sia di capacità di spesa della clientela, a testimonianza di una maggiore conoscenza e consolidamento del brand a Porto Cervo. Hanno continuato a intercettare i clienti abituali di Milano e della Versilia, affiancati da una presenza importante straniera, con una crescita particolarmente significativa della clientela americana.
La famiglia Cerea ha scelto di testare il mercato attraverso la formula del takeover, dal 15 luglio al 14 agosto, del ristorante Entu e Mari presso la struttura ricettiva di lusso Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda, con il format di casual dining DaV. Il riscontro è stato davvero positivo, racconta Chicco Cerea, e visti i lusinghieri risultati registrati quest'estate sono in corso delle prime valutazioni rispetto alla possibilità di replicare l'esperienza. Se la stagione 2026 ha confermato il potenziale della Costa Smeralda per i grandi gruppi della ristorazione, la prossima sfida sarà consolidare i risultati, andando oltre i tradizionali confini della stagione estiva.
Il prossimo banco di prova è l'inverno
I numeri dell'aeroporto, i cantieri di Poltu Quatu, le aperture a Porto Cervo e le testimonianze di chi ha lavorato da maggio a ottobre disegnano un quadro in movimento. La scommessa ora si gioca sui mesi che restano, sulla capacità di tenere aperte le cucine e le sale quando i voli charter rallentano e la clientela internazionale diventa l'unico motore. La coordinazione invocata da Uzzauto tra privati e istituzioni non è un auspicio generico: è la condizione per trasformare un picco stagionale in un flusso continuo, dove i costi alti dell'insularità trovano copertura in una domanda che non si spegne a ferragosto.
Spunto di cronaca: Pambianco Wine
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