Marias a Forte dei Marmi: condivisione e piatti generosi al Principessa

Il ristorante dell'hotel Principessa Autograph Collection firma Jason Atherton con Giorgio Cicero ai fornelli.

di Alessandro Ratti · 7 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Tavolo del ristorante Marias con spaghetti ai ricci di mare e pasta fritta al ragù alla Luciana, vista piscina e mare sullo sfondo

Quarantaquattro anni e non ci avevo mai messo piede, a Forte dei Marmi. Ci passo accanto da una vita, tra Pisa, Viareggio, Pietrasanta, Camaiore, ma il Forte me l'ero sempre perso, accontentandomi dei racconti di amici che si fanno sei ore di macchina andata e ritorno solo per un pranzo. Questa volta è toccato a me, complice una scocciatura burocratica da sbrigare a Massa un venerdì qualunque: ho pensato di festeggiare il lieto fine proprio qui, al Principessa Forte dei Marmi Autograph Collection, cinque stelle che non sono per tutti, né per me, ma ogni tanto un affare ben concluso va onorato come si deve. Ho fatto i compiti sul ristorante Marias, al piano terra dell'hotel, affacciato sulla piscina accanto al Beach Bar, e sulla carta prometteva parecchio bene.

Il ristorante e la cucina di Giorgio Cicero

Dietro il progetto c'è Jason Atherton, chef britannico con due stelle Michelin e indirizzi tra Londra e Dubai, che con la moglie Irha frequenta il Forte da anni da habitué della passeggiata e del cartoccio di mandorle zuccherate alle bancarelle; il passo da cliente affezionato a firma del ristorante sul lungomare è stato breve. Ai fornelli, ogni giorno, c'è l'Executive Chef Giorgio Cicero, passato da tre cucine che solo a nominarle fanno girare la testa: Pollen Street Social a Londra, Frantzén a Stoccolma, Quince a San Francisco. Nei piatti porta tutto quel bagaglio, ma anche e soprattutto la sua terra, la Sicilia. Marias è aperto tutto l'anno, dalla colazione alla cena, anche a chi non dorme in hotel, e lavora con una rete di produttori toscani costruita con pazienza. A pranzo e a cena si comincia con un piccolo rito: l'assaggio di alcuni oli extravergine toscani, tra cui si sceglie quello che resterà in tavola per tutto il pasto. Il menu gioca soprattutto in mare, con pesce e crostacei scelti ogni giorno al mercato di Livorno, poco più giù lungo la costa, struttura classica all'italiana con antipasti, primi, secondi, contorni e dolci, carta che cambia seguendo la stagione. La filosofia è basata sulla condivisione: la maggior parte delle portate ha porzioni più generose, pensate proprio per essere divise. Quanto si spende? In media ottanta euro a testa, ottobre 2026: gambero rosso di Mazara quaranta euro, insalata di pomodoro con burrata di bufala ventotto, spaghettini tiepidi con caviale, burro acido e gambero rosso novantacinque, pescato del giorno centotrenta al chilo, margherita diciotto.

Cosa abbiamo mangiato tra ostriche e pasta fritta

Si parte con le ostriche del mercato, Bora sul delta del Po e Arborea, servite con marmellata di limone salato, tabasco e mignonette, otto euro al pezzo: ostriche super buone, ma del merito va ringraziato il mare, chi le ha allevate e chi ha saputo sceglierle. Si prosegue con la battuta di crostacei di Sanremo, burrata di bufala e composta di pomodoro, trentasette euro: una goduria, la composta di pomodoro fa l'effetto delle droghe buone, tipo crema al cioccolato, nduja, pasta di miso piccante, qualcosa a cui non riesco a dare voce pur avendoci provato. Non mancano i gamberi rossi di Mazara con basilico, burro di teste e pane tostato, quaranta euro: ho amato questo piatto perché il gambero arriva bagnato con un olio leggermente temperato che rassoda il crudo fino quasi a renderlo croccante, un dettaglio che cambia tutto. Pensando ai primi ancora sogno, legato com'è il mio palato ai sapori del sud, decisi, goduriosi, tutt'altro che dietetici: ignorando il concetto di condivisione ne abbiamo presi due, la pasta fritta con ragù alla Luciana e mollica aromatizzata a trentadue euro e gli spaghetti ai ricci di mare siciliani a quaranta. Non saprei quale mi sia piaciuto di più: gli spaghetti ai ricci li ho mangiati tante volte e non dirò che questi sono i più buoni della mia vita, non perché non lo siano ma perché ogni versione, anche a parità di ingredienti, è una storia a sé, un piatto che mi ha davvero scaldato il cuore; a quel cuore in pace è arrivata la scossa mediterranea della pasta fritta, «datemene ancora» avrei voluto urlare se non mi trattenesse lo sciocco freno inibitore del contegno.

A questo punto una persona normale si sarebbe concessa al massimo una frittura di paranza a quaranta euro o un'orata al forno, o anche niente. Invece no: durante la serata ci erano passate accanto due o tre pizze, il profumo ci ha chiamati e non abbiamo resistito. Marias non è una pizzeria, in carta ce ne sono solo tre: abbiamo scelto quella con mozzarella, zucchine, fiori di zucca e acciughe, ciuffetti di spuma di ricotta e parmigiano, venticinque euro. Lì per lì la fame era un ricordo, ma la mattina dopo ho maledetto l'istante in cui ho pensato con vergogna di portarmela in camera e alla fine ha vinto la vergogna. Dei dolci non parlo: nella lotta tra ingordigia e contegno ha vinto il secondo, e mi chiedo, per chiudere alla Carrie Bradshaw, se sia davvero giusto trattenersi quando l'unica cosa che vorremmo fare è continuare a mangiare.

L'hotel e il Beach Bar: margarita e vista mare

Il Principessa Forte dei Marmi Autograph Collection sta nel punto più iconico della città, di fronte a La Capannina di Franceschi, momentaneamente chiusa per lavori dopo l'acquisizione del Gruppo Armani ma con ritorno annunciato in pompa magna per la prossima stagione: l'hotel è proprio sul mare, lungo la storica passeggiata affollata di biciclette e sandali. Da fuori l'edificio sembra austero, l'idea dichiarata è quella di uno yacht che prende il largo e dalla strada s'intravede la prua; dentro gli spazi comuni sono divisi in piccoli salotti raccolti, ognuno con un suo carattere, c'è lusso ma mai troppo ostentato, nessuna mania di perfezione né ossessione per l'ordine. Alla reception mi annunciano un upgrade: mi ritrovo in una sorta di junior suite con terrazza vista mare e bagno di luce capace di far aprire gli occhi al più temerario dei dormiglioni, giornata soleggiata, mare agitato da un alito di vento che si percepisce solo dalle onde. Una camera per due persone costa dai quattrocento ai cinquecentocinquanta euro a notte, dipende dal periodo e dal giorno della settimana.

A bordo di una piscina romantica e per niente affollata c'è il Beach Bar che non fa rimpiangere la spiaggia: lì mi sono fermata per la mia personalissima prova del margarita, complice il buon umore mi sono concessa qualcosa che non mi concedo mai, uscire dalle righe del classico. Ho ordinato la signature Pizza Margarita con tequila, mezcal, sciroppo d'agave al basilico, succo di lime e sale al pomodoro secco; a servirmelo Marco Calvaruso, Food&Beverage Manager, già bartender e barmanager, al Principessa dall'apertura dello scorso aprile: l'ho trovato delizioso nonostante la mia reticenza per mezcal e sciroppo d'agave. La sera dopo siamo tornati per il margarita classico, seguiti dal giovanissimo Denis Boccino, ventun anni, promettente e preparato: prova ampiamente superata.

Marias. Via Caio Duilio, 3, 55042 Forte dei Marmi (LU). Telefono: 0584 181 8111. Instagram.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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