McDonald's punta sul pollo: +1,5% di quota entro il 2030
Il colosso degli hamburger vuole conquistare un altro 1,5% del mercato globale del pollo entro il 2030, senza rinunciare alla leadership nella carne bovina.
di Alessandro Ratti · 26 settembre 2026 · 3 min di lettura

Tra il 15 e il 19 per cento. È la quota che McDonald's detiene oggi nel mercato globale del pollo, secondo quanto ha riferito agli investitori a maggio Chris Kempczinski, presidente e amministratore delegato del colosso americano. Nel segmento della carne bovina la fetta è di circa il 45%, ma il mercato del pollo è complessivamente più grande e cresce a un ritmo doppio rispetto a quello della carne rossa.
Un altro 1,5% entro il 2030
L'obiettivo dichiarato è conquistare un ulteriore 1,5% di quota nel mercato globale del pollo entro il 2030. Stessa percentuale anche per il segmento delle bevande, dove l'azienda punta ad aumentare la propria presenza. Tutto questo senza rinunciare ai classici panini: l'intenzione è mantenere salda la posizione di leadership nella carne bovina. Restare McDonald's, insomma, ma cercare lo scontro diretto con KFC.
A spiegare la svolta sono i numeri. Il forte aumento dei costi della carne bovina e dell'energia sta mettendo a dura prova i profitti dei franchisee, con prezzi saliti di oltre il 20% sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Una volta McDonald's era sinonimo di panini a base di carne bovina e pasti a basso costo; oggi quella certezza vacilla.
Il pollo? Più economico e percepito come più sano
Peter Backman, analista indipendente del settore della ristorazione, non ha dubbi: «il pollo è più economico ed è percepito come più sano». Secondo l'esperto il rincaro del bovino rischia di rappresentare «un freno al mercato» dei burger, mentre offrire più opzioni a base di pollo consentirà a McDonald's di aumentare le vendite tra i propri clienti e «strappare un po' di quota di mercato ad altri operatori della ristorazione veloce». Anche la spinta sulle bevande risponde a una logica finanziaria precisa: i drink garantiscono margini di profitto generalmente più elevati.
Per supportare la rete e modernizzare i ristoranti, la catena ha previsto un piano da circa 8,5 miliardi di dollari destinato ad aiutare gli affiliati con i costi d'affitto e il rinnovo dei locali. Il vertice dell'azienda sembra avere le idee chiare: «McDonald's ha scala ineguagliabile, la conoscenza dei clienti, la fedeltà al marchio e le capacità operative non solo per adattarsi alla prossima ondata di cambiamento nel nostro settore, ma per trasformarla in un vantaggio».
Popeyes, Wingstop e la Generazione Z
La sfida si gioca in un panorama competitivo molto vivace. La concorrenza è sempre più incalzante per l'espansione rapida di catene specializzate come Popeyes e Wingstop, oltre alla presenza storica di KFC. Tutte spinte dal crescente amore per il pollo fritto tra i consumatori della Gen Z.
I dati sul mercato britannico elaborati da Mintel confermano il trend: nel 2025 il 39% dei consumatori nel Regno Unito ha frequentato locali dedicati al pollo, rispetto al 37% del 2023. Tra i giovani della Generazione Z questa percentuale schizza al 52%, quasi raggiungendo le pizzerie che si attestano al 56%. A insidiare il regno di hamburger e pizza ci sono anche catene d'ispirazione asiatica come Wagamama.
Questa transizione verso la carne bianca è un tema caldissimo per le grandi catene di ristorazione, e ha già fatto saltare una poltrona eccellente. L'amministratore delegato del Domino's Pizza Group ha di recente sostenuto come l'Inghilterra stesse raggiungendo un tetto massimo di consumo di pizza, suggerendo che la catena dovesse diversificare il menu offrendo, avrete indovinato, più pollo. Si è dimesso poco dopo, ma forse non aveva tutti i torti.
La notizia è di queste ore. Il colosso degli archi dorati si trova costretto a imporsi una svolta strategica, e il conto alla rovescia verso il 2030 è già partito.
Spunto di cronaca: Dissapore
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