Metalli pesanti nei baby food, il Texas fa causa a Nestlé e Gerber
Il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton accusa Gerber e Nestlé USA di aver ingannato i consumatori sulla sicurezza degli omogeneizzati.
di Elena Marchetti · 18 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Sessantasette lotti di farina di riso. Questo numero compare nero su bianco nella causa che l'ufficio del Procuratore Generale del Texas ha presentato contro Gerber Products Company e la sua società madre, Nestlé USA. Secondo l'accusa, tra il 2017 e il 2019 quei lotti avevano concentrazioni di arsenico oltre nove volte il limite federale previsto per l'acqua in bottiglia. La causa porta la firma di Ken Paxton, Procuratore Generale dello Stato, e riguarda la sicurezza degli omogeneizzati.
Arsenico, piombo e cadmio: cosa contesta il Texas
La causa si basa sul Texas Deceptive Trade Practices Act. La tesi è questa: Gerber descriveva i suoi prodotti come sicuri, puri, controllati con rigore e consigliati dai medici, mentre le analisi interne dell'azienda trovavano livelli elevati di metalli pesanti — arsenico, piombo e cadmio — negli ingredienti che usava. In pratica, i consumatori sarebbero stati ingannati su sicurezza e controlli.
La causa nasce dentro un'indagine più ampia che la procura del Texas ha avviato nel 2025 sui metalli pesanti nei cibi per l'infanzia. Oltre ai 67 lotti di farina di riso, le contestazioni riguardano altri ingredienti di uso quotidiano: le carote usate dall'azienda avevano livelli di cadmio fino a 17 volte il limite dell'acqua in bottiglia, e nelle patate dolci il piombo arrivava a quasi 10 volte quella soglia.
Poi c'è il capitolo dei test. Secondo l'accusa, Gerber controllava solo raramente il mercurio nei prodotti e, per gran parte del periodo in causa, faceva test solo su ingredienti selezionati invece che sui prodotti finiti destinati ai lattanti. Le analisi interne avevano trovato i metalli pesanti negli ingredienti, e nonostante questo l'azienda avrebbe continuato a venderli senza ritirare nulla dal mercato e senza avvertenze sulle confezioni.
Nell'atto di citazione ci sono anche i test che il laboratorio statale dell'Alaska ha fatto nel 2021: in due campioni di cereali al riso Gerber l'arsenico superava i limiti federali. In passato l'azienda ha ritirato prodotti per frammenti di plastica o rischi di soffocamento. Mai un ritiro legato ai metalli pesanti.
«Ha promesso ai genitori che il cibo era sicuro»
A sostegno della causa, Paxton ha parlato della responsabilità delle aziende verso le famiglie: «Gerber ha promesso ai genitori che il suo cibo era sicuro e rigorosamente testato. I suoi stessi test hanno mostrato metalli tossici nel cibo. Quando un'azienda fa promesse su ciò che i genitori danno da mangiare ai loro bambini, la ritengo responsabile per garantire che tali promesse vengano mantenute».
La replica: «Accuse prive di fondamento»
Le aziende citate respingono tutto. Un portavoce di Nestlé ha detto a FoodBev: «Vogliamo rassicurare i genitori sul fatto che gli alimenti Gerber sono sicuri e nutrienti. Riteniamo che le accuse siano prive di fondamento. Ci siamo confrontati in modo costruttivo e in buona fede con il Procuratore Generale del Texas e abbiamo fornito un'ampia documentazione per rispondere ai quesiti sollevati durante l'indagine».
In una nota ufficiale, Nestlé ha spiegato che queste sostanze sono naturali nel ciclo agricolo: «I metalli pesanti si trovano comunemente nell'ambiente e possono essere assorbiti in tracce da determinati frutti, ortaggi e cereali durante la loro crescita. Sebbene i metalli pesanti non possano essere completamente eliminati dalla catena alimentare, Gerber si impegna da tempo a ridurne la presenza attraverso un'accurata selezione degli ingredienti, requisiti stringenti per i fornitori, test e controlli di qualità».
Il gruppo ribadisce anche che i prodotti Gerber rispettano le normative federali e statali e gli standard del settore: «Ogni prodotto Gerber viene sottoposto a rigorosi test su oltre 500 tossine e contaminanti, controlli di qualità e standard di sicurezza che soddisfano, e spesso superano, i parametri normativi statunitensi. Gerber sostiene con forza il piano d'azione Closer to Zero della FDA e i continui sforzi basati sulla scienza per ridurre ulteriormente l'esposizione dei bambini ai contaminanti ambientali».
L'accordo con Plum Organics e l'indagine che prosegue
La causa contro Gerber e Nestlé arriva dopo un accordo che l'ufficio di Paxton ha firmato a settembre con un altro produttore del settore, Plum Organics, sempre dentro la stessa indagine. L'azienda si è impegnata a rafforzare i controlli e ad adottare limiti più severi per i metalli pesanti: recepisce le indicazioni della FDA per il piombo e le direttive europee per cadmio e arsenico inorganico, fissa un limite interno di 10 parti per miliardo per il mercurio e pubblica i risultati delle analisi per i prodotti venduti in Texas.
Un accordo senza precedenti negli USA, pensato come possibile modello di trasparenza per tutta l'industria degli alimenti per neonati. L'indagine generale del Texas, intanto, va avanti e coinvolge altri produttori del settore.
Spunto di cronaca: Dissapore
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