Palazzo Petrucci: la migliore pizzeria della Campania a Napoli
La pizzeria di Davide Ruotolo vince il Campionato della Pizza 2026 con 886 punti su 900.
di Alessandro Ratti · 10 ottobre 2026 · 4 min di lettura

A piazza San Domenico a Napoli, Davide Ruotolo ha appena vinto il Campionato della Pizza 2026 con un punteggio impressionante: 886 su 900 punti disponibili. La sua pizzeria, Palazzo Petrucci, non solo è risultata la migliore della Campania, ma ha anche conquistato il titolo di migliore Pizza Fritta. Un trionfo che segna il ritorno di Napoli al vertice dopo due anni di dominio casertano.
Precisione e sensibilità nelle lievitazioni
Il successo di Ruotolo nasce dalla precisione nelle lievitazioni e nelle cotture. Due passaggi che richiedono non solo tecnica, ma una sensibilità profonda per interpretare la materia. Ogni scelta, dal impasto alla cottura, trova un riscontro diretto al tavolo. La coerenza del morso e la compiutezza della pizza parlano chiaro: il lavoro a monte si riconosce nella naturalezza con cui il prodotto si lascia mangiare.
In un campionato disputato su tre classici — Margherita, Marinara e Fritta — la capacità di esporre i fondamentali diventa cruciale. Proporzioni, consistenze e cotture devono essere impeccabili. E Palazzo Petrucci non ha fatto nulla se non confermare la sua maestria in questi tre assaggi che mettono a nudo ogni debolezza o forza.
La Diavola che ha conquistato Roma
Tra le proposte in gara, spicca la Diavola a Pizza Maxima, premiata come migliore pizza creativa. Fiordilatte, schiacciata piccante, confettura al peperoncino, pomodorino giallo, arancia e peperone crusco: una combinazione articolata che nasce da un lavoro iniziato nel 2024. Il peperoncino non spaura, ma si fonde in un gusto più profondo, completato dalla dolcezza dell’arancia e dalla croccantezza del peperone crusco.
La pizza ha ricevuto gli applausi dei giornalisti durante la manifestazione a Roma. Non solo: ha convinto nuovamente un tavolo che conosce bene il suo valore. La modulazione di sapori — dolce, piccante, croccante — è il tratto distintivo di una creatività misurata, dove ogni elemento ha una funzione precisa.
La fritta che parla napoletano
La pizza fritta di Palazzo Petrucci è la migliore di Napoli e della Campania nella classifica generale del Campionato. Ricotta, provola, cicoli di maiale e pepe: parla una lingua schiettamente napoletana. Morbidezza, grassezza e sapidità ne definiscono il carattere, con il pepe che scandisce il profilo aromatico.
Un dettaglio svela l’intera filosofia di Ruotolo: il basilico aggiunto a crudo. Un guizzo fresco che ravviva il boccone e dà respiro alla ricchezza del ripieno. È un gesto essenziale, ma carico di significato. La chiccheria del basilico è lì a ricordare che anche nella tradizione più radicata, c’è spazio per l’innovazione.
La provola e pepe dedicata alla figlia Eva è un altro esempio di creatività misurata. Doppio pomodoro con provola, pecorino, pepe e zeste di limone (8 €). Eva sviluppa il tema della pizza provola e pepe con una trama di sapidità e richiami affumicati. Il limone introduce una nota alta, un’apertura aromatica che dà slancio alla composizione.
Il Ripieno Classico, invece, lavora sull’avvolgenza e sulla profondità del gusto. Calzone ripieno con ricotta, provola, salame, pomodoro bio, pepe e parmigiano reggiano (10 €). La componente lattica incontra quella salina dentro una struttura che affida all’impasto un compito essenziale: accogliere, contenere e partecipare al boccone.
La Capricciosa mette alla prova la capacità di governare l’abbondanza. Pomodoro bio, carciofi, funghi, prosciutto cotto, provola, salame napoletano e olive nere (12 €). Le componenti vegetali, lattiche e saline chiedono una regia che dia continuità al boccone. Il suo valore gastronomico si misura nel rapporto fra questa pluralità di sapori e l’impasto, chiamato a tenere insieme la composizione.
Chiudere con una pizza dolce non sarebbe mai stato un problema per Palazzo Petrucci. La Pizza cheesecake dolce (14 € da condividere) equilibra cremosità e croccantezza. La base crunchy dà ritmo al morso, la nota zuccherina asseconda la golosità del dessert. Nelle varianti ai frutti di bosco, al cioccolato, al caramello e al cioccolato Dubai, è un finale riuscito che invita all’ultimo assaggio anche quando ci si crede sazi.
La vittoria di Ruotolo riporta Napoli al primo posto del Campionato della Pizza. Un pizzaiolo che conosce il valore dei fondamentali e sa quanto spazio concedere alla propria inventiva. La sua maturità si riconosce quando ogni elemento trova posto e la pizza conserva intatta la sua forza più semplice: farsi desiderare, un morso dopo l’altro.
Il 3° posto nella classifica Italia di 50 Top Pizza 2026, insieme al titolo Performance dell’Anno (con 19 posizioni scalate), mette ulteriormente in luce il lavoro di Ruotolo. Davanti a lui ci sono Milano (Confine) e a pari merito Caserta (Francesco Martucci) e Roma (Seu Pizza). Una bella sfida per il pizzaiolo trentenne, che ora deve gestire anche la nuova sede sul mare di Posillipo.
La premiazione, con la consegna della targa Smaf e della giacca Divise&Divise, è stata il momento per i giudici del Campionato di rivivere le protagoniste e gli assaggi che hanno lasciato il segno. La degustazione ha allargato il racconto al repertorio di Palazzo Petrucci, offrendo ulteriori chiavi per leggere il lavoro di Ruotolo. Dai richiami della friggitoria napoletana alle interpretazioni più articolate, il percorso ha tenuto al centro il rapporto fra impasto, condimento e piacere.
E alla fine, la vera domanda è: quanto dura questa forma di eccellenza? La risposta sta nel continuare a mangiare, a provare, a credere che una pizza possa ancora far sorridere.
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
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