Reale: cena da tre stelle Michelin in un monastero d'Abruzzo

Il ristorante di Niko Romito a Castel di Sangro si trova in un antico convento rinnovato, circondato da un vigneto sperimentale.

di Elena Marchetti · 10 ottobre 2026 · 9 min di lettura

Interno del ristorante Reale a Castel di Sangro, con tavoli bianchi e grandi finestre che illuminano il pasto di Niko Romito.

Nel cuore di Castel di Sangro, appoggiato a 860 metri sul livello del mare e avvolto da un vigneto sperimentale di Pecorino, Riesling e Pinot nero, si erge il Casadonna, un hotel di charme nato dal restauro di un antico monastero del '500. È qui che Niko e Cristiana Romito hanno trasformato pietre secolari in un rifugio unico, dove dormire, pranzare e sognare tra i profumi del vino Casadonna, un Pecorino di montagna tagliente prodotto proprio su quelle terrazze.

Siamo già dentro. La camera, ampia e luminosa, sembra uscire da un sogno. Fuori, le scope delle api si muovono tra gli alberi: 10 famiglie di api condividono i sei ettari della tenuta, producendo un miele di montagna che arriva a colazione. È un dettaglio, ma basta a capire che qui non si passa inosservati. Ogni elemento, anche i minuscoli, è parte di un progetto che nasce nel 2011, quando Niko era ancora il giovane cuoco che camminava tra le travi del convento, ancora in rovina.

Il menu degustazione da 12 portate

La cena al Reale comincia con un gesto semplice: un cetriolo e una misticanza. Due elementi apparentemente banali, ma Niko Romito saestrarli, incidendo una nota amara giusta per aprire il pasto. Segue l’ostrica, già divisa a metà per comodi bocconi, accompagnata da una cicoria che allunga la sua amarezza in un abbinamento che esalta entrambi i protagonisti.

Poi arriva la pasta. Non quella di semola, ma un piatto fatto con la sola foglia del ravanello, la cui radice diventa il complemento essenziale. È un’operazione quasi vegetale, un’invenzione che sembra uscita da un sogno. Eppure è reale. E incredibile. La zucchina con cannella e pepe rosa continua a bilanciare dolce e piccante, mentre il baccalà con foglia di fico si rivela elegante e gustoso, con una mantecatura che si lascia mangiare con estremo piacere.

Il piatto cult è il raviolo con ricotta di pecora e acqua. Un fuori programma, saldato nella carta del Reale a 50 euro. È un piatto da lacrima, per le emozioni molteplici che genera. La pasta ripiena perfetta e delicata, il gesto semplice, il sapore che parla da solo. La lattuga, invece, cambia colore per effetto della lavorazione, offrendo un contrasto dolce-amaro che ribadisce la filosofia dello chef: elementi poco utilizzati, trasformati in protagonisti di rara eleganza.

Il maiale in carpione e anice, a 70 euro in carta, è un esempio di attenzione al grasso, che praticamente scompare. Il sapore è delicato, ma le note distintive della preparazione in carpione e dell’anice si fanno sentire. La melanzana arrosto e rosmarino, a 50 euro, riporta i ricordi di Rivisondoli, dove il giovane Niko sperimentava cotture per rendere speciale il suo piatto. La regola del 3 — spaghettino freddo, prezzemolo e peperoncino — conclude con un 10 per questo piatto delizioso, servito al momento giusto per accompagnare la parte finale dolce.

La pesca e il peperone, a 30 euro, sono un dolce da sballo. Non troppo dolce, come piace a Niko Romito. Il peperone si sente, e insieme alla pesca rende al massimo. La frutta chiude il pasto con garbo, accompagnata da un pizzico di cioccolato e un tocco di limone. È un finale che lascia lo stomaco leggero e la mente piena di immagini.

Colazione e soggiorno a Casadonna

Dopo la cena, si dorme. Le camere di Casadonna sono state rinnovate con cura, mantenendo l’anima del convento. La colazione è un’esperienza a sé. Oltre ad una ricca offerta base, è possibile scegliere piatti che meritano attenzione. Noi ci siamo difesi con le quantità per evitare di fare direttamente un pranzo. Poche strutture offrono questa serena qualità al mattino, con un attento Gaetano a coccolare tutti. È un dettaglio, ma basta a capire che anche qui non si passa inosservati.

Il pacchetto hotel Casadonna + cena al tristellato Reale è un soggiorno da favola. 700 euro per 2 persone. Un prezzo alto, ma che vi restituisce un Abruzzo bello e buono. E se siete solo per la tavola, il menu degustazione con 12 portate è tra i migliori quanto a rapporto qualità prezzo: 250 euro. Alla carta, invece, potete scegliere almeno 3 portate da una lista con 18 piatti. Spenderete circa 180 euro. E non potrete fare a meno di pensarla come me: bravi Cristiana e Niko Romito ad aver avviato questo percorso che all’avvio non nascondeva più di una difficoltà.

La ricerca di Niko Romito

Niko Romito non è solo un cuoco. È un alchimista del gusto, un estrattore di sapore. La sua ricerca segue un doppio binario: da un lato il Reale, il ristorante che porta avanti grazie al grande prezioso lavoro anche di Cristiana Romito e dei ragazzi in sala e nella struttura. Oggi abbiamo trovato un meraviglioso Maldotti a sostituire il bravissimo Sinesi in sala, diremmo con un sorriso in più e con la medesima professionalità. Dall’altro, la ricerca pura, in laboratorio e nelle cucine, per realizzare nuovi percorsi nutrizionali per scuole, ospedali, comunità.

Sul palco del Reale va in scena due volte al giorno la poesia della tecnica, della ricerca dell’essenziale. Il menu cambia spesso, ma non cambia mai. I piatti, pur differenti, incarnano sempre lo spirito di Niko Romito: attrazione, estrazione, rivoluzione. Sedano, carota e cipolla. Un grande classico, ormai. Pulito e incisivo. Poi Misticanza invernale, cime di rapa, senape e liquirizia. Un esercizio riuscitissimo di tradurre in invernale la misticanza estiva di Niko.

Trota, mandorla e alloro. La consistenza morbida, cremosa, meravigliosa del pesce, esaltata dalla dolcezza della mandorla e dall’amaro dell’alloro. Pasta al forno e verza. Una gigante conchiglia, due cotture, acqua e poi forno, per un morso indimenticabile. Lo spaghetto con la bieta, a 50 euro in carta, è forza, natura, vegetale. Il fungo brasato e speziato ha consistenza e morso spettacolare. Le crespelle caramellate con crema e clementine, a 30 euro, sono un quasi classico, ma sempre di grande bellezza e bontà.

Il menu degustazione Reale costa 230 euro. L’abbinamento vini al calice costa 120 euro. È possibile aggiungere fino a 3 portate scelte dalla Carta Reale al costo di 30 euro a portata a persona. È possibile anche scegliere tutti i piatti alla carta, in misura di almeno 3 portate. In questo caso il prezzo medio della cena è di 170 euro per antipasto, primo e secondo. Ristorante Reale. Contrada Piana Santa Liberata, 67031 Castel di Sangro AQ. Telefono: 0864 69382.

Andare al Reale resta una grande emozione. Ma i motivi sono moltaplici. Il luogo, il cibo, la precisione. La possibilità di mangiare in un monastero del '500, circondati da un vigneto e da api. E soprattutto, l’idea che si possa realizzare una cucina sostenibile, estraendo sapori da prodotti spesso poco utilizzati e renderli protagonisti. Proprio come fa Niko Romito, ogni giorno, con la stessa tenacia con cui ha rinnovato quel convento.

Chiavi del Gusto, magazine di food, wine e travel, ha già provato il Reale. E il Casadonna. E il miele delle api. E la colazione con Gaetano. E il silenzio delle camere. E il viaggio da Milano, lungo, tra aerei, auto e tradotte di ogni tipo. Ma, in realtà, alla fine ci sei prima di quanto immaginavi. E allora, perché non provarlo anche tu?

Instagram Ristorante Reale di Niko Romito. Il nuovo menu: prezzo e piatti. 12 febbraio 2026 – di Fulvio Marcello Zendrini.

Non è banale, arrivare dai Romito a Castel di Sangro. Anche se ci sei stato mille volte. Già il viaggio, soprattutto per noi milanesi, è lungo. Ma, in realtà, alla fine ci sei prima di quanto immaginavi. Poi, arrivando a Casadonna, l’antica costruzione che ospita sia il Reale che le rinnovate camere, si capisce che non si è arrivati. Si è solo partiti.

Un primo indizio: l’attenzione spasmodica alla bellezza, all’essenzialità, alla precisa esposizione di una coerenza decisa. Poi le tre variabili: arte, architettura e design, in totale dipendenza e connessione le une con le altre. E infine, quando entri nella sala del ristorante Reale, l’impatto straordinario con lo spazio, ampio, bianco, pulito, essenziale. Il viaggio continua con i movimenti studiati ma mai affettati di Cristiana e delle sue persone in sala.

Le spiegazioni stringate e armoniose dei piatti. Il silenzioso e attento mescere delle bevande. Si sta bene al Reale. Molto bene. Ci si sente accolti con calore e attenzione, ma mai con irritante invadenza. Ecco perché andare al Reale non è solo mangiare. È vivere un’esperienza che persiste nel ricordo, anche fuori dalle mura dell’antico convento.

Niko Romito, piatti e prezzo del menù estivo al ristorante Reale. 1 agosto 2025 – di Fulvio Marcello Zendrini.

Sì, lo ammetto. Sono fissato con Niko Romito e il suo ristorante tristellato Reale a Castel di Sangro. Sono affascinato dalla sua capacità di trasformare la materia in cibo. Trasformare. Cambiare forma. Cambiare carattere. Esaltarne l’essenza, la composizione, il gusto. Senza minimamente cedere nell’eccesso, nella dismisura, nella ruffiana abitudine di molti chef di fare l’occhiolino al cliente.

Romito no. A Romito non interessa presentare le pietanze ‘come piace al cliente’. Interessa la ricerca, lo studio. Ti mette nel piatto un pezzo di anatra, una carota, una bietola. Ti esalta l’amaro in una preparazione di verdure. Il dolce in un frutto o in una carota. Chimica e fisica in un piatto. Ma senza ‘aggraziarlo’, senza limarlo o presentarlo diversamente da ciò che è.

O, perlomeno, esattamente con il suo gusto, peraltro esaltato, ma con fattura, sembianze, presentazioni a volte totalmente difformi e differenti dall’originale. Trasformare la materia gastronomica, cambiandone i paradigmi ed esaltandone il sapore. Chimico e fisico, Niko Romito al Reale. Non cuoco. Non mi stancherò mai di dirlo e scriverlo. Alchimista del gusto. Estrattore di sapore.

Bellezza e bontà. Pulizia e rigore. Attenzione ai dettagli e all’arte. Questa è Casadonna. Questo è fare un viaggio al Reale di Niko e Cristiana Romito. Un viaggio che continua anche fuori dalle mura dell’antico convento. Che persiste nel ricordo. Quanto costa il ristorante tristellato Reale a Castel di Sangro.

Spunto di cronaca: Scatti di Gusto

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