Vini Ritratti: il Trentino in 6 bottiglie
La linea Ritratti di Cantina La-Vis racconta il territorio tra tradizione e innovazione.
di Redazione Chiavi del Gusto · 5 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Sul versante nord di Trento, dove la Paganella domina vigneti e boschi, si trova la Cantina La-Vis. Sono poco più di quattro ore da Roma, ma lì sembra di fare un salto quantico. La tradizione cooperativa non ha mai tradito lo spirito con cui è nata. Ecco che i vini parlano da soli, lasciando che sia il territorio a raccontare la sua storia.
Nata nel 1988, la linea Ritratti ha subito un restyling a partire dal 2022. Presentata in una nuova veste, è il risultato di un lavoro condiviso tra soci, agronomi ed enologi. Le sei etichette sono disegnate da Margherita Paoletti, artista trentina di adozione. Ogni quadro ritrae una figura femminile circondata da elementi naturali, ispirata alle sensazioni del vino e della zona da cui proviene.
I sei vini Ritratti
Il Sauvignon Da Giovo e Meano nasce su suoli di porfido e argilla. Le uve, raccolte in piena maturazione, regalano un naso e un palato ricco ma non invadente. Non è un sauvignon muscolare di bosso e passion fruit, ma un elegante equilibrio di minerali, fiori, frutta esotica ed erbe aromatiche. Il sorso è croccante, sapido, lungo. Affina in barrique di rovere francese. Costo: 17,60 €.
Lo Chardonnay di Cantina La-Vis viene da un vigneto sulla Collina di Pressano, tra i fiumi Adige e Avisio, a 300 metri d’altitudine. Suoli antichi, derivanti dallo scioglimento di ghiacciai, esposti a sudovest. Pieno sole, vento, escursioni termiche regalano un naso prezioso, di frutta gialla, minerale, quasi marino. Un sorso teso e polposo, ricco e dinamico. Affina in barrique di rovere francese. Costo: 17,60 €.
L’aromatico Gewürztraminer di cantina La-Vis nasce su pendii molto ripidi, in alcuni punti terrazzati. Una viticoltura eroica che si traduce in una certa sobrietà negli esiti. Al naso spiccano la frutta candita, la rosa e la ginestra. Al palato il chicco d’uva croccante e fresco, su acidità e rotondità. Affina in acciaio e sosta per qualche mese in botte grande. Costo: 19,80 €.
Il Cabernet Sauvignon viene dalla stessa collina dello Chardonnay, ma suoli diversi: una giusta miscela di argille, sabbie e limo. Al naso si percepiscono frutta rossa matura, fiori secchi, note balsamiche e tostate. Il sorso ha personalità decisa, con tannini percepibili ma non invadenti. Affina 18 mesi in barrique di rovere francese usate. Costo: 17,60 €.
Il Lagrein è scuro e intenso, ma volutamente contemporaneo pur nel quadro della tradizione. Macerazioni contenute non sovraccaricano le uve raccolte in piena maturazione. Al naso e al palato si leggono note di frutta scura, prugna, amarena, pepe nero e brace. La beva è decisa, tesa e dinamica, lunga. Passa per botte grande e barrique prima dell’imbottigliamento. Costo: 16,70 €.
Il Pinot Nero Ritratti è un momento d’oro per il vitigno. Si adatta bene ai gusti di questo decennio: né troppo scuro, né troppo tannico, né troppo alcolico. Al naso spiccano il lampone essiccato, la rosa canina, note di sottobosco e humus. La bocca è succosa, fresca, persistente, elegante. Fermenta in tonneau e affina in barrique. Costo: 19,80 €.
Territorio e viticoltura
I vigneti di cantina La-Vis ammontano a circa 400 ettari, tra i 250 e i 550 metri sul livello del mare. Percorrono le Colline Avisiane, dal fondovalle dell’Adige fino ai versanti che salgono verso Sorni, Pressano e Giovo, fino a Faedo. Un’aria limpida accompagna i raggi tra le foglie di tralci lasciati volutamente rigogliosi. Il paesaggio è ancora selvaggio, ma amico dell’uomo.
Alle terre grigie calcaree si alternano terre rosse argillose. Le prime danno vini più fini e minerali, le seconde vini più ricchi e intensi. Si osservano tradizionali pergole trentine insieme alla spalliera dove il terreno o la varietà lo richiedono. Sopra le vigne passa l'Ora del Garda, una brezza che mitiga il clima subalpino e conserva l'acidità.
Nelle valli della zona la vite non è una novità. A Cembra, nella valle che si apre sopra Lavis, il vino si faceva già al tempo degli Etruschi. I vini trentini detti «retici», da chi li avrebbe perfezionati, erano noti anche a Plinio. Nel secondo Novecento la specializzazione ha sostituito le colture miste, e le cantine sociali hanno accompagnato questo passaggio.
Sin dagli anni Ottanta cantina La-Vis ha iniziato a mappare suoli e varietà, con il supporto dell'Istituto di San Michele. Fino all’elaborazione della Carta dei suoli, per scegliere il «vitigno giusto al posto giusto» e ridurre le rese. Dal 2017 i soci lavorano con la certificazione SQNPI, che prevede un uso limitato dei prodotti di sintesi.
La storia della cantina
La storia di La-Vis è fatta di tappe cooperative. La struttura attuale nasce nel 1948, quando quattordici viticoltori locali aderiscono al movimento cooperativo del dopoguerra. Nel 1969 entra la cooperativa di Salorno, portando la cantina anche in territorio altoatesino. Nel 2003 avviene la fusione con Cantina Valle di Cembra.
Oggi i soci sono circa 400, affiancati da un team di agronomi ed enologi. La produzione annuale è di circa due milioni di bottiglie, in prevalenza bianchi. La gamma è divisa in due linee: Classici e Ritratti. I primi sono la produzione continuativa con vitigni autoctoni come Nosiola e Teroldego. I secondi sono più legati alla ricerca sul territorio.
Nell’azienda è conservato un bassorilievo in legno con gli stemmi dei tre comuni firmatari del sodalizio: Lavis, Giovo e Meano. Il nome richiama il latino «vis», forza, e l'impeto del torrente Avisio che scende dalle montagne. Cantina La-Vis e Valle di Cembra condividono la sede in Via del Carmine, 7, 38015 Lavis TN. Telefono: 0461 440111.
I vini della linea Ritratti escono come Trentino Doc. Sono proposti in bottiglia bordolese e destinati al canale Horeca, quindi si trovano solo in ristoranti ed enoteche, oltre che sull’e-shop aziendale. Per chi programma una scappata in zona, la Vinoteca della cantina organizza degustazioni e serate.
Bottiglie dalla personalità definita, difficile dire quale sia stato l’assaggio migliore della linea Ritratti. Colpisce la capacità di andare oltre le mode e lasciare che sia la finezza a parlare. Soprattutto con le uve più aromatiche e riconoscibili, ma anche sui rossi l’approccio moderno non delude le aspettative per i profili caratterizzati e territoriali.
Cantina La-Vis conferma la sua vocazione di società cooperativa rispettosa della qualità. In un momento storico di crisi del settore, è decisamente un bel segnale. Già che ci siete, assaggiate anche i due notevolissimi Oro Rosso metodo classico blanc de blancs pas dosé e rosé de noirs della cooperativa “sorella” Valle di Cembra.
Spunto di cronaca: Scatti di Gusto
Newsletter
Il meglio di food, wine e travel ogni lunedì
Ricevi gli ultimi 10 articoli selezionati dalla redazione, una volta a settimana.



