Turchia, Alidays allarga il racconto: oltre Istanbul e Cappadocia
Al TTG Travel Experience il tour operator milanese presenta itinerari che portano la mappa oltre le tappe più note.
di Marco De Luca · 26 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Al TTG Travel Experience Alidays ha portato il suo lavoro sulla Turchia. Lo racconta Sonia Cogorno, destination manager che il mercato turco lo frequenta e lo studia da anni. Parte da una constatazione secca: per buona parte del mercato italiano la Turchia comincia e finisce a Istanbul, Cappadocia ed Efeso.
È un'immagine consolidata. Intercetta la domanda più tradizionale, ma rischia di mettere in secondo piano molte altre aree del Paese. Per Cogorno il limite non è l'offerta: è la percezione. «Quando si parla di altre regioni, come la Tracia, spesso ci si accorge che sono ancora poco conosciute», dice.
Tracia, costa licia, Mesopotamia: l'altra Turchia
Istanbul e Cappadocia restano fondamentali per un primo viaggio, precisa la manager. Poi aggiunge: «affermare di conoscere la Turchia dopo aver visitato soltanto queste destinazioni sarebbe come dire di conoscere l'Italia dopo essere stati solo a Roma e Firenze».
Il paragone regge. La Turchia ha dimensioni continentali, tre volte l'Italia, e una varietà di geografia, storia e cultura che i circuiti più battuti non riescono a riassumere. Le alternative non mancano: la Tracia e la sua produzione vinicola, la costa licia con i siti archeologici e le tombe rupestri, la Turchia orientale legata alla storia della Mesopotamia.
Itinerari su misura e il ruolo delle agenzie
La riflessione fa parte di una strategia più ampia del tour operator milanese. Mentre rinnova la sua immagine in vista dei 25 anni di attività, Alidays rafforza il posizionamento sui viaggi personalizzati, riassunto nel nuovo payoff "The Art of Tailored Travel".
Personalizzare non vuol dire solo scegliere la destinazione. Vuol dire decidere in quale quartiere soggiornare a Istanbul, oppure organizzare un'esperienza privata sul Bosforo. Prodotti diversi a seconda delle aspettative di chi parte.
In questo processo, per Cogorno, le agenzie di viaggio restano centrali. «L'agente deve essere un po' uno psicologo», osserva. «Deve capire chi ha davanti e individuare quali proposte possano essere più adatte ai suoi interessi». Da qui l'intensificazione di webinar e incontri formativi dedicati alla distribuzione, per trasferire una conoscenza più approfondita della destinazione e delle sue potenzialità commerciali.
Cucine turche, al plurale
C'è poi il tema dell'esperienza locale, che per la manager va oltre la semplice visita dei luoghi iconici. Nel suo racconto trovano spazio le tradizioni popolari, le leggende ancora vive in alcune regioni del Paese, i quartieri meno conosciuti di Istanbul e un patrimonio gastronomico che cambia molto da un'area all'altra. «Più che di cucina turca, bisognerebbe parlare di cucine turche. Al plurale», sottolinea. Dai piatti a base di pesce del Bosforo alle specialità di Adana, fino alle tradizioni enologiche che sopravvivono in diverse regioni.
Il target di riferimento è fatto soprattutto di viaggiatori motivati dall'interesse culturale e dalla scoperta. Non necessariamente esperti della destinazione, ma desiderosi di approfondirla oltre le immagini più note. Nel segmento rientrano anche repeater e coppie in cerca di esperienze personalizzate, disposti a investire in un prodotto di fascia medio-alta.
In un mercato dove molte destinazioni mature cercano nuove chiavi narrative, il caso Turchia dice una cosa precisa: la differenziazione non passa tanto dalla scoperta di luoghi inediti, quanto dalla capacità di raccontare in modo diverso un Paese che, almeno sulla carta, tutti pensano già di conoscere.
Spunto di cronaca: Quality Travel
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